Varese

Cattaneo: ideologica battaglia leghista sul Crocifisso

L'assessore CattaneoNon tralascia i temi di attualità, a margine dell’iniziativa sulla “Lombardia che arriva” svoltasi a Varese, Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture del Pirellone (nella foto). A partire dalla battaglia sul Crocifisso targata Carroccio. “E’ forte il rischio, in questa scelta della Lega, di un utilizzo strumentale ed ideologico della religione per fini politici. Una posizione ideologica, schematica, che finisce per essere fonte di equivoci”.

Un riferimento all’aspetto simbolico, più che ai valori veri, umani e religiosi, che il Crocifisso incarna. “Non è una posizione cattolica, quella del Carroccio, perché non coglie il fatto che quell’uomo inchiodato sulla croce a braccia aperte dice che Cristo accoglie tutto il mondo, lo abbraccia”. Un’apertura, continua l’assessore varesino, “che mal si coniuga con certe posizioni assunte dal Carroccio nei confronti degli stranieri”. Resta chiaro, sottolinea Cattaneo, “che preferisco una Lega che difende il Crocifisso ad un Carroccio che innalza l’ampolla sul Po”.

D’altra parte anche nelle posizioni della Lega c’è del vero. “Questa insistenza su temi religiosi – ribadisce Cattaneo – conferma che la Lega è consapevole che nel popolo lombardo il sentimento di fede resta un dato profondo, un punto di riferimento vero e utile”.

Non manca un giudizio sui recenti, duri attacchi della Lega nei confronti dell’arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi Tettamanzi. “Il cardinale Tettamanzi può avere sorpreso con alcune sue prese di posizione – dichiara Cattaneo -, ma un cattolico segue i suoi pastori, non li critica. E questo vale per il cardinale di Milano, il prevosto di Varese don Gilberto Donnini o per il parroco di Biumo Inferiore, don Pino Tagliaferri”.

Una battuta, infine, sulla proposta leghista di inserire le “radici celtiche” negli Statuti dei Comuni. “Un riferimento senza alcuna ricaduta reale nella vita di tutti i giorni, una difesa solo di bandiera – conclude l’assessore regionale -. C’è una grande differenza rispetto al riferimento alle “radici cristiane”: un riferimento molto più impegnativo, che comporta la difesa di valori tuttora fondamentali per noi cattolici, come la sacralità della vita o la centralità della persona”.

11 dicembre 2009 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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