Salute

Polvere bianca e altre droghe a Varese. Dai depuratori la verità

cocainaE’ risaputo che a Varese la polvere bianca sia piuttosto presente. Un consumo diffuso di cui si potrà conoscere finalmente le dimensioni grazie ad un’iniziativa in programma a Varese mercoledì 9 dicembre, a partire dalle 17, presso il collegio De Filippi. Si tratta del convegno promosso dal DASS (Dipartimento Ambiente-Salute-Sicurezza)- Università degli Studi dell’Insubria dal titolo “Farmaci e droghe nelle acque: progresso delle conoscenze alla luce delle esperienze dell’Università degli Studi dell’Insubria-DASS, del Politecnico di Milano-DIIAR e dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri”.

L’Università degli Studi dell’Insubria-DASS avrà modo di presentare i risultati di un ciclo annuale di esperienze, appena concluso, attuato sui depuratori varesini (Varese-Pravaccio e Varese-Lago) con l’attiva collaborazione di Prealpi Servizi srl e dei soggetti proprietari dei due depuratori: Società per la tutela ambientale del bacino del fiume Olona in Provincia di Varese S.p.A. e Società per la tutela e la salvaguardia delle acque del lago di Varese e lago di Comabbio S.p.A.

La presenza di farmaci e droghe nelle acque di rifiuto e nelle acque naturali è uno degli argomenti di punta della ricerca ambientale a livello internazionale. Questi composti rappresentano una potenziale minaccia, non ancora compiutamente esplorata, per gli ecosistemi e per la salute pubblica. Da qui, l’esigenza di disporre di un quadro chiaro di conoscenze sulla loro effettiva presenza e sul loro destino all’interno dei sistemi di depurazione e degli ambienti acquatici. Una ricerca, dunque, quella che sarà presentata, dalla quale sarà possibile conoscere la verità circa il consumo di sostanze stupefacenti nella città giardino.

Rilevante, ai fini della ricerca che sarà presentata al De Filippi, il supporto finanziario accordato dalla Fondazione Comunitaria Varesotto al progetto “Emergenza farmaci nelle acque – monitoraggio e studio di processi di trattamento”, tramite il quale si è resa possibile la messa a punto e l’esercizio di un complesso sistema di analisi di questi specifici microinquinanti emergenti, di cui oggi sono dotate solo alcune unità di ricerca a livello europeo.

Tra i leaders europei della ricerca in questo campo, l’Istituto Mario Negri di Milano, il Politecnico di Milano-Dipartimento DIIAR e l’Università degli Studi dell’Insubria-Dipartimento DASS.

7 dicembre 2009
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