Milano

“Carmen” la prima dei giovani vista da una varesina

home2_01Venerdì 4 dicembre: prima anteprima (come dice Daniel Baremboim dal proscenio, specificando che due anni fa è stato nominato Maestro Scaligero e che non sa bene cosa ciò possa davvero significare) della Carmen di Bizet, opera che apre la stagione 2009/2010 del Teatro alla Scala.

Prima Anteprima significa Anteprima dedicata ai giovani (under 30), ed è il secondo anno che l’iniziativa di surclassare il 7 dicembre prende vita, tra l’altro in un modo talmente democratico da diventare oligarchico: tutti i biglietti a 10 euro e poco più di due minuti dopo l’apertura delle vendite si presenta il tutto esaurito, con la conseguenza che i posti vuoti in sala abbondano (perdere 10 euro confronto ai 2000 del 7 dicembre fa la sua differenza).

Si respira un’aria rilassata: nessuno teme i fischi degli under 30, che infatti non ci saranno, anzi l’escalation degli applausi segue diligentemente le uscite in scena: al coro applausi moderati, a Carmen lo scroscio. Subito sotto Carmen, come da copione, il pubblico va in deliquio per Don José, il cui interprete ufficiale, Jonas Kaufmann, si da malato e che quindi, come annuncia sempre Baremboim dal proscenio, viene sostituito con un giovane Riccardo Massi (o Massì): molto probabilmente il pubblico del 7 dicembre non avrebbe avuto la stessa reazione degli under 30, ma nessuno lo potrà sapere poiché al 99% ci sarà Kaufmann alla Prima vera e propria.

Note pungenti lasciate alle spalle, l’opera nel suo complesso tiene ben salda l’attenzione del pubblico, Emma Dante alla regia disperde nell’aria un mood primordiale, queste zingare quasi amazzoni, con i corpi perennemente scossi da spasmi ferini, richiamano un femminino allo stato brado, dominato esclusivamente dagli istinti panici; un mondo dove il Verbo non ha alcun potere e dove solo il corpo detta legge. Verrebbe da pensare che Nietzsche, già grandissimo estimatore dell’opera, avrebbe provato il picco del godimento proprio con la regia di Emma Dante (la quale, in uno scamiciato ovoidale, scambiava baci commossi con Baremboim mentre quest’ultimo la spingeva letteralmente sulla bocca di proscenio per farle piovere addosso gli applausi).

Anita Rachvelishvili, la Carmen georgiana, appena uscita dall’Accademia della Scala, stupisce per le dotti attoriali e la sensualità che rendono il personaggio un essere dionisiaco e per nulla diabolico (come invece viene continuamente appellata da Don José). Carmen per Emma Dante è la vita stessa: non concede seconde occasioni.

A coronare il quadro vorticoso di quest’opera: l’orchestra, che Baremboim non dirige con la bacchetta e nemmeno con le mani o i cenni del capo, ma con il corpo nel suo intero, finendo con l’accasciarsi se sensuale e pigra si fa la musica, ma non la partitura, che ovviamente non compare sul suo pulpito.

5 dicembre 2009 - Viviana Faschi - redazione@varesereport.it
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3 commenti a ““Carmen” la prima dei giovani vista da una varesina

  1. od il 5 dicembre 2009, ore 11:35

    questa è cultura: far parlare i giovani di eventi epocali come questi.
    Carmen diretta da Dante-Baremboim è figlia dei nostri tempi e dei pochi illuminati rimasti in Italia.
    Grazie Emma, grazie Daniel, grazie Varese Report per aver fatto parlare chi ha ancora occhi per leggere ed orecchie per ascoltare. Prima di scrivere.

  2. RTVRadio il 5 dicembre 2009, ore 13:05

    Ben fatto nonostante la sua brevita’.Quello che ci voleva per chi non c’e’ potuto andare.
    Ennesima conferma della qualita’ dei servizi di vareseresport.it.

  3. linda terziroli il 6 dicembre 2009, ore 17:15

    Il teatro e` un’avventura dei sensi e dello spirito, chi non va a teatro non vive.
    Carmen non concede seconde occasioni, ma La Scala si, purtroppo non sempre alla portata dei giovani.
    Bellissimo articolo: da prima pagina.

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