Varese

Gli uomini-chiave della trattativa in Comune

Da sinistra, Ciminelli e De Wolf

Da sinistra, Ciminelli e De Wolf

Forse la guerra non ci sarà. E la lunga trattativa per i quasi mille dipendenti del Comune di Varese non sarà la fotocopia di quella con la polizia locale all’alba della Notte Bianca, con il Comune in assetto di guerra che diceva no a muso duro. Dopo polemiche e confronti, dopo l’eclatante occupazione della sala del Consiglio comunale di Varese, a pochi passi dalla rottura, la trattativa è proseguita e questa mattina si è arrivati all’ultima mediazione.

In poche parole, la differenza tra le richieste salariali dei lavoratori e quanto è disponibile a mettere sul tavolo Palazzo Estense è scesa dagli iniziali 500 mila euro a 180 mila. In compenso è in arrivo la “progressione orizzontale” (cioè scatti acquisiti definitivamente) per circa 600 dipendenti. E questo con le risorse del fondo di produttività che passano dagli iniziali 30 mila a 200 mila euro attuali. Ma anche con l’impegno a non aumentare il fondo il prossimo anno. Questo il cuore dell’intesa proposta dal Comune alla Rsu, su cui i lavoratori dovranno pronunciarsi il 16 dicembre in un’assemblea.

Uscita, invece, dal testo dell’accordo la dichiarazione del Comune che, in caso di una nuova occupazione dell’aula consiliare, sarebbe stata immediata la rottura di “ogni rapporto sindacale”.

Ma al di là dei contenuti, delle cifre, delle limature che fino all’ultimo sono state apportate al testo dell’accordo, questa vicenda ha messo in luce un partito nel partito, ispirato a moderazione e capacità di mediazione. Intendiamo riferirci ad un “partito della trattativa” che ha preso forma dentro la maggioranza e, per essere ancora più precisi, all’interno del Pdl.

Al di là della figura istituzionale del sindaco, che peraltro si è tenuto un po’ distante dalla trattativa, è risultato evidente il ruolo di intelligente mediazione e di rifiuto dello scontro ad ogni costo da parte degli esponenti di Forza Italia, in particolare del vicesindaco Giorgio De Wolf e del capogruppo Roberto Puricelli. Atteggiamenti diversi, più duri e intransigenti, invece, non solo da parte del Carroccio, come era scontato, ma anche di assessori di An. Altrettanto positivo, per quanto fermo sui principi, anche il ruolo svolto dal segretario generale Ciminelli, che fino all’ultimo ha suggerito di verificare numeri e condizioni per arrivare ad un accordo.

Questa volta la politica ha fatto il suo mestiere. E non si è fatta troppo condizionare dalle vicine elezioni, che spesso consigliano, ahimè, di cavalcare tutte le tigri disponibili. Sentiti ringraziamenti da parte della città, che non dovrà soffrire gli effetti negativi di una guerra che può portare sì più voti a qualcuno, ma certamente tanti disagi ai cittadini comuni.

4 dicembre 2009
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