Varese

Occupato il Consiglio. Mentre volano falchi e colombe

L'occupazione dell'aula consigliare

L'occupazione dell'aula consigliare

Consiglio comunale di Varese occupato ieri sera dai dipendenti. Una scelta estrema presa da lavoratori ed Rsu dopo la rottura delle trattative avvenuta nel pomeriggio. Dopo la conferma, da parte del segretario generale Ciminelli e del vicesindaco De Wolf, del taglio di 165 mila euro sul fronte del premio di produttività, e non escludendo ulteriori tagli il prossimo anno, è scattata la protesta.

Una protesta spontanea, dettata da due mesi di tavolo tecnico tra Rsu e giunta non approdato a nulla. Preceduta da un breve presidio davanti al Salone Estense, per comunicare ai lavoratori arrivati a Palazzo Estense cos’era accaduto nel pomeriggio. “Se questa amministrazione vuole lo scontro – ha detto Pino Jursick, rappresentante A.L.Cobas.Cub nella Rsu – avrà lo scontro”. Al grido di “è ora, è ora, salario a chi lavora”, i dipendenti sono entrati in aula e l’hanno occupata, mentre i consiglieri, già seduti, erano in attesa dell’appello di inizio seduta.

Ma il presidente del Consiglio comunale, Morello, si rifiutava di fare l’appello. “Non mi sento di interloquire con chi occupa l’aula”. Un momento delicato, in cui si è presentata polizia e Digos al Salone Estense. Una situazione di grande tensione in cui si sono visti all’opera falchi e colombe: mediatori Puricelli (Pdl) e Cacioppo (Pd), favorevoli ad un sbrigativo intervento delle Forze dell’ordine, stile “Fragole e sangue”, gli assessori Giordano (Pdl) e Zagatto (Lega Nord). Il sindaco Fontana assente per avere prudentemente partecipato ad una cena di amministratori leghisti.

Fortunatamente hanno prevalso le colombe e una delegazione del Consiglio, insieme a Ciminelli, De Wolf e Morello, hanno incontrato i lavoratori. Al termine della riunione, però, nessuna intesa è stata possibile con la giunta. E, dunque, i lavoratori domani si incontreranno ancora con la controparte, già prendendo iniziative di lotta: ancora presidio in Consiglio comunale e sciopero bianco, riducendo le prestazioni al minimo necessario. Poi a gennaio uno sciopero generale.

3 dicembre 2009
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