Cinema

Quando Umberto Eco commissionava film a Tinto Brass. Al Miv si chiude la rassegna

Tinto Brass

Tinto Brass

La rassegna sul primo Tinto Brass, organizzata dall’associazione culturale “FreeZone”, si chiude domani, giovedì 3 dicembre, presso la Sala Urano del Multisala Impero di Varese, con l’ultimo lungometraggio. Si tratta del film “L’Urlo”, girato dal regista nel mitico ’68 (proiezioni alle ore 18, 20.10 e 22.20) e considerato dallo stesso il suo film più importante. Come ha ripetuto al dibattito che si è svolto a Varese, e condotto dal critico Maurizio Fantoni Minnella, questo è “un film del Sessantotto e non sul Sessantotto”.

E’ un inno agli emarginati dal sistema, che si permettono le più singolari stravaganze in un clima di gioiosa anarchia. Una scelta, come ha sottolineato Fantoni Minnella, “che è ben lontano dalle barricate del maggo francese, e più in generale dal Sessantotto più ideologico che conosciamo”. Bloccato dalla censura, il film riappare nelle sale cinematografiche solo nel 1974.

Non solo: domani sera, solo  in apertura dello spettacolo delle 20.30, verrà presentati  due rarissimi corti di Brass, commissionati da Umberto Eco per la Biennale di Venezia. e proiettati  contemporaneamente non stop su due schermi giganti. Si tratta di due film di montaggio, ispirati dalle tecniche d’avanguardia drl regista sovietico Dziga Vertov e tormati da materiali visivi provenienti da numerosi archivi cinematografici. Montato durante la lavorazione di “Ca ira, il fiume della rivolta”. I due corti hanno per titolo “Tempo libero” e “Tempo lavorativo” (entrambi risalgono al 1965).

Cosa dire della rassegna sul primo Brass organizzata da “FreeZone”? Buono il programma di lungo e corto-metraggi e davvero rara la competenza con cui è stato condotto il dibattito con il regista, che è stato ricco di spunti e di “dietro le quinte” inediti sul cinema di Brass. Un approccio, in particolare, quello voluto dal critico Fantoni Minnella, che ha privilegiato la passione per il cinema, e solo quest’ultima ha dettato parole e ragionamenti. Un metodo che, come sappiamo, la neonata associazione culturale utilizzerà ancora, nelle iniziative future che ci dividono dalla seconda edizione della “Settimana del documentario”, l’appuntamento al quale “FreeZone” sta già lavorando.

2 dicembre 2009
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