Bisuschio

A Bisuschio la maggioranza dice no alle “radici cristiane” nello Statuto del Comune

Adriano Brazzale

Adriano Brazzale

Al Comune di Bisuschio bocciate le radici giudaico-cristiane nello Statuto. Infatti durante l’ultima seduta del Consiglio comunale del 24 novembre è stata presentata una mozione proposta dai consiglieri di minoranza (Pdl-Lega Nord), che chiedeva di inserire nel preambolo dello Statuto del Comune di Bisuschio le seguenti parole : “Il Comune di Bisuschio, rinnovando la propria secolare storia, riconoscendo nelle radici greco-romane e giudaico-cristiane il fondamento storico, culturale e religioso che ha edificato nei secoli l’Italia e l’Europa, si dà il presente statuto come norma fondamentale del proprio ordinamento”. Una proposta che, a differenza del caso di Varese, non contemplava il riferimento alle “radici celtiche”, che nel capoluogo erano state appoggiate da consiglieri leghisti e da cattolici del Pdl.

Un no che è venuto dal  sindaco e da tutti gli assessori e consiglieri della maggioranza di “In Comune per il Comune”. “In questo momento particolare, anche dopo la sentenza della Corte Europea contro il crocifisso nelle scuole, ci sembrava un segnale positivo e costruttivo inserire questo riferimento alla radici giudaico-cristiane nello Statuto del nostro Comune”, ha affermato Adriano Brazzale, capogruppo di “Insieme per Bisuschio” (Pdl-Lega Nord).

“Approvare un semplice documento che si perderà negli archivi comunali, senza lasciare traccia evidente nel nostro Statuto, come proposto dalla maggioranza, ci è sembrata una scelta inadeguata. Evidentemente per la maggioranza – ha continuato Brazzale – si tratta di parole che creano un certo imbarazzo; e dunque non è opportuno che le radici giudaico-cristiane entrino nel nostro Statuto Comunale. Che paure suscita scrivere nello Statuto che le nostre origini sono giudaiche e cristiane? Come si può ben notare le parole che avremmo voluto inserire sono assolutamente di buon senso. Non sono in nessun modo strumentali o “politicizzate” tanto più che la mozione è stata presentata non come gruppo di minoranza Pdl-Lega, ma semplicemente a nome dei singoli consiglieri comunali. Sono, crediamo, universalmente condivisibili. Non però da questa maggioranza”.

30 novembre 2009
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