Cultura

Un’Africa sconosciuta svelata dal “Diario” di Dino Azzalin, presentato in un’affollata libreria

Dino Azzalin

Dino Azzalin

Un’Africa lontana e vicina, quella che ieri sera, presso la Libreria Feltrinelli di Varese, è stata evocata da Dino Azzalin, medico, poeta, editore e grande viaggiatore, e dal giornalista Diego Pisati, una delle firme di punta del quotidiano “La Prealpina”. Occasione della riflessione sul Continente nero, la presentazione del volume di Azzalin “Diario d’Africa. Racconti” (pubblicato dalla Nuova Editrice Magenta), che ha tagliato il nastro della sua quarta edizione e ha aggiunto un racconto inedito.

Una libreria decisamente affollata, con un pubblico che in parte era costituito da medici, volontari, amici che hanno condiviso con Azzalin le “missioni” da volontario sanitario in terra d’Africa.

Dicevamo: lontana e vicina. Un’Africa certamente lontana dai luoghi comuni, fatta di luci e ombre, “ricca di quello di cui noi siamo poveri e povera di ciò di cui noi siamo ricchi”, come ha detto l’autore. Non un paese delle malattie. “Io non mi sono mai ammalato quando sono là”. Ma anche un’Africa vicina: “Quando vado in Africa mi sento a casa, vivo facendo le stesse cose che faccio qui”. Sollecitato da Pisati, Azzalin ha ricordato la figura di padre Alex Zanotelli, che ha firmato la prefazione del volume sull’Africa. “L’ho conosciuto a Masnago, o a Venegono, dai padri Comboniani. E’ il santo dei poveri, ed è stata una delle persone che hanno più contato per me – ha rimarcato Azzalin -. Grazie a lui ho imparato che noi occidentali dobbiamo restituire almeno un po’ di ciò che per 400 anni abbiamo rubato all’Africa. E’ ciò che faccio come volontario e attraverso le iniziative dell’Apa (Amici per l’Africa)”.

28 novembre 2009
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