Economia

Denuncia Cna: i laboratori clandestini lavorano anche per le imprese locali

cinesiForte presa di posizione rispetto alla scoperta del grande laboratorio tessile clandestino gestito da cinesi a Casorate Sempione: ad alzare la voce è la Cna varesina che entra con i piedi nel piatto di quello che appare più che mai un problema reale e spinoso per le piccole imprese del territorio.  Proprio mentre le associazioni di categoria sono da mesi alle prese con la turbolenza delle piccole imprese del territorio rispetto alla rappresentanza dei loro interessi, il sodalizio di via Bonini lancia il suo affondo guardando non più ai massimi sistemi, ma ad un bubbone che ha continuato a crescere nel silenzio generale, quello del lavoro nero e della concorrenza sleale giocata non ad altre latitudini, ma dietro la porta di casa nostra.

“Dell’importante intervento delle forze dell’ordine – si legge nella nota di Cna – colpisce la dimensione inedita del fenomeno, non di sicuro la sua ricomparsa, per molti versi annunciata e probabilmente favorita dalla crisi”. Insomma quello portato alla luce ieri appare solo la punta di un fenomeno passato sotto silenzio, ma non certo nuovo per il Varesotto”. Già in passato denunce e allarmi non anno prodotto i risultati sperati.

“La retata di Casorate Sempione – suggerisce Cna – conferma invece che serviva e servirebbe un maggior coinvolgimento diretto  delle Amministrazioni Comunali, che potrebbero utilizzare per localizzare i laboratori – che non sono né irrintranciabili nè semoventi, ma solo nascosti e discreti”. L’amara realtà insomma è quella di una competizione sleale che ha gravemente danneggiato il contoterzismo del settore tessile locale,potendo contare su lavoratori sfruttati 24 ore su 24 senza regole e con costi quasi nulli. La lucida analisi da parte di Cna non risparmia nessuno arrivando alla logica conclusione: “I laboratori clandestini per qualcuno lavorano e le imprese committenti sono anch’esse tra noi, sul nostro territorio,  conosciute o individuabili”.

Di fronte a tutto ciò il sodalizio varesino arriva anche a una sorta di autocritica, concludendo la nota con una domanda “le nostre Associazioni, anche in questo caso,  stanno facendo tutto quanto è possibile fare per evitare questa ulteriore forma di distorsione della libertà di impresa e di annullamento della dignità di  esseri umani ?”. Un buon punto interrogativo da cui partire se si vuole davvero evitare di perdere il contatto con la realtà.

25 novembre 2009 Paola Provenzano p.provenzano@varesereport.it
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