Varese

Notte più lunga in discoteca. L’autorizza il Comune

discoLe tante vittime delle stragi del sabato sera rilanciano, da anni, il dibattito sulla chiusura anticipata delle discoteche e dei locali notturni. Ogni volta che si riaccende lo scontro, la divisione di campo è netta: da una parte i gestori e il popolo della notte, dall’altra le famiglie e le loro associazioni. Appare comunque molto difficile ridurre gli orari di apertura e, dunque, anche gli orari in cui vengono somministrate bevande alcoliche anche a giovani e giovanissimi.

Potentissima, la lobby dei locali notturni dispone di ottima stampa in proprio favore e finisce sempre per bloccare ogni limitazione. In generale, alla fine, a perderci sono le famiglie e le associazioni di genitori, che esprimono la loro giusta preoccupazione e lanciano grida d’allarme che, però, restano inascoltate.

Sconcerta non poco, a questo proposito, l’ordinanza del sindaco di Varese, Attilio Fontana, che in realtà è entrata in vigore mercoledì scorso, nel più totale silenzio. Un’ordinanza che non solo non limita gli orari di apertura di discoteche e locali notturni, ma addirittura li posticipa di un’ora, fino alle 4 del mattino. Una decisione che, come si legge nell’ordinanza, è presa in via sperimentale, è in vigore fino al 2 maggio 2010 e riguarda quei locali che, si legge ancora, “congiuntamente alla somministrazione di alimenti e bevande, svolgono attività di intrattenimento”.

Unica preoccupazione dell’ordinanza sembra, in compenso, quella di limitare o ridurre il baccano fuori dai locali: quello provocato dalla musica ad alto volume (l’ordinanza impone lo spegnimento degli impianti alle 3.45) o quello prodotto dalle persone che stazionano all’esterno dei locali (che “personale idoneo” deve sensibilizzare).

23 novembre 2009
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