Economia

Il risorgimento parte dal commercio

Da sinistra, Ciminelli, Giordano, Angelucci, Lorenzini

Da sinistra, Ciminelli, Giordano, Angelucci, Lorenzini

Parte la controffensiva delle associazioni di categoria. Dopo avere incassato polemiche ed accuse da micro-gruppi, mini-organizzazioni e pseudo-movimenti di artigiani, commercianti e quant’altro sorti nell’ultimo anno sul territorio, e spesso non privi di chiare “sponsorizzazioni” politiche, le associazioni rispondono per le rime. Non a parole o tramite comunicati stampa, ma offrendo agli associati procedure più snelle e finanziamenti più certi.

Dopo due anni di lavoro, si è arrivati ad individuare lo strumento per ripartire all’attacco: forse portati a bruciare le tappe proprio per il fuoco di fila del popolo degli autoconvocati, i promotori hanno dato vita oggi all’associazione, dal nome non molto originale, “In Varese”, una realtà che vedrà agire fianco a fianco le due principali associazioni del commercio, Confcommercio e Confesercenti, e insieme a loro il Comune di Varese. Essa ha infatti sede presso Palazzo Estense ed è presieduta dall’assessore al Commercio, Salvatore Giordano, che dichiara: “E’ un progetto molto innovativo, siamo i primi in tutta la Lombardia”. Dopo la costituzione dell’associazione, il presidente Ascom, Giorgio Angelucci, ha definito l’iniziativa “un matrimonio a tre per la città e i commercianti”.

Tra gli scopi del nuovo sodalizio, che vede insieme due realtà divise, in passato, da molti contrasti (oltre che, pare, attualmente, anche da una querela), quello di accedere con più rapidità ed efficacia ai finanziamenti del Pirellone per i distretti urbani del commercio. “Quando un associato dovrà rinnovare il suo negozio – dice ancora, con sana praticità, Angelucci -, grazie a questo strumento potrà accedere a questi fondi, coprendo per il 50% la spesa”. Realista anche Cesare Lorenzini, leader di Confesercenti, che definisce l’accordo di oggi  “un importante punto di partenza e non di arrivo”.

La domanda fondamentale di fronte alla neo-associazione resta: cosa ci sta a fare il Comune, insieme alla Pro Loco, tra i soci ordinari (tra i soci sostenitori figurano le altre sigle associative)? Sì, certo: il Comune rende permanente e sistematico un tavolo di confronto che fino ad oggi si riuniva solo in determinate circostanze. Ma il fronte per cui appare decisiva la presenza di Palazzo Estense è quello del marketing e dell’arredo urbani. E qui dalla concretezza si sfocia immediatamente in una certa astrattezza, dato che si inizia a parlare di isola pedonale da allargare, di bike-sharing per muoversi in città, di manifestazioni ed eventi perché Varese sia più attrattiva. Insomma, tante cose che in parte ci sono già, ma non sono così decisive (bike-sharing), o non ci sono, ma di cui si continua a parlare da anni, concludendo poco (tutto il tema dell’isola pedonale). Vediamo se la nuova associazione, anche su questo fronte, sarà capace di inserire una marcia in più.

23 novembre 2009
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Un commento a “Il risorgimento parte dal commercio

  1. Piero il 24 novembre 2009, ore 17:20

    Non mi risulta che i vari microgruppi e associazioni di autoconvocati abbiano polemizzato o accusato le Associazioni, semmai è successo il contrario.
    Per quanto riguarda le varie assemblee “sponsorizzate” mi piacerebbe sapere chi avremmo dovuto invitare al posto del Ministro dell’Economia e del Ministro Bossi (massimo rappresentante politico della zona)così da non sbagliare più ad organizzarle.

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