Teatro

Successo a Varese per “Don Bosco”

Marcello CirilloUn pubblico insolito, questa domenica pomeriggio, attendeva di entrare al Teatro Apollonio di Varese. Qualche oratorio, un piccolo gruppo di suore, qualche prete che faceva la fila per acquistarsi gli ultimi biglietti. E poi tante famiglie, con bambini e nonni al seguito. E’ questo il pubblico che “Don Bosco il musical”, un appuntamento del bel cartellone del Teatro di Varese, continua ad incontrare abitualmente nel corso di questi due anni di repliche. Anche a Varese si è confermata la tradizione. Questo collaudatissimo musical a basso budget, con la regia dell’eccellente Piero Castellacci, continua a richiamare pubblico, che si mostra entusiasta e attribuisce manciate di applausi. Ci sarà un perché.

In realtà, ci sono diversi perché. La storia che racconta il musical è la vita di don Giovanni Bosco, “operaio di Dio” in un Piemonte ricco di fermenti e contrasti sociali. Si racconta della sua attenzione per i giovani, le sue opere sociali (dagli oratori alle scuole professionali), le missioni salesiane in Sud America. Dunque una storia bella ed edificante, che ci parla di un santo con i piedi piantati per terra e di buoni sentimenti, operando quelle sane e potenti semplificazioni che ben si addicono ad uno spettacolo teatrale e ci risparmiano tanta fatica.

C’è poi la bravura assoluta del protagonista, Marcello Cirillo (nella foto), che per un paio d’ore ci offre una prova canora dal vivo e interpretativa convincente, e ci fa pensare come la tv (in cui lui appare ogni giorno con il programma “I fatti vostri”, tra il gatto Giancarlo Magalli e la Volpe Adriana) spesso non dia al talento quel che è del talento. Ad affiancare Marcello una bravissima Viviana Ullo, che incarna la protagonista femminile.

Infine, questo musical riecheggia, qua e là, altri successi appartenenti a questo stesso genere, da “Sister Act” fino a “Notre Dame de Paris”, rimixando citazioni e spunti in un prodotto nuovo di buon livello complessivo, che si propone al pubblico con ritmo incalzante ed originali coreografie. E non disturba troppo il fatto che il giovane cast cambi d’abito e di ruolo continuamente, perché lo fa con entusiasmo. Anche questi sono miracoli, anche se non sono dello stesso genere di quelli realizzati dai santi del calendario.

22 novembre 2009 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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