Economia

Lavoratori stranieri, a Varese +30% in 3 anni

stranieriCrescono gli stranieri che lavoro in provincia di Varese non solo come dipendenti, ma anche in qualità di imprenditori e si concentrano per lo più nel settore delle costruzioni, con presenze forti anche in altri settori dell’economia ma con una distribuzione per nazionalità ed area geografica: così ad esempio i cinesi si polarizzano tra ristorazione e tessile, mente ghanesi e indiani nella meccanica.

In tre anni (tra il 2005 e il 2008) i dipendenti stranieri delle imprese varesine sono cresciuti di quasi 30 punti percentuali e sono passati da poco meno di 17 mila a circa 21 mila e 600 (+28%). La loro percentuale sul totale degli occupati è cresciuta dall’8,5 al 10,3%. I più numerosi? A guidare la classifica sono gli albanesi (2.900), i marocchini (2.700) e i rumeni (2.040) seguiti dagli svizzeri (circa un migliaio) che precedono i tunisini che sono a pari merito dei tedeschi (700). Vengono poi senegalesi (600) e francesi (550).

Tra i diversi gruppi nazionali, quelli che sono aumentati in misura maggiore sono i rumeni, più che raddoppiati grazie anche all’ingresso del loro Paese nell’Unione Europea a partire dal primo gennaio 2007 e dalla conseguente acquisizione dello status di cittadini Eu.

I dati emergono da uno studio condotto sulla base del sistema di monitoraggio annuale delle imprese e del lavoro (Smail) della Camera di Commercio.  Ancora più evidente è la crescita tra gli stranieri imprenditori passati dai 3 mila e 800 nel 2005 ai  5 mila e 200 nel 2008 (più 36%). Pure in questo caso la graduatoria è guidata dagli albanesi (800) mentre subito dopo troviamo i marocchini (circa 600), i rumeni (500), gli svizzeri (poco meno di 500) e i cinesi (350). Il comparto con la maggiore presenza di addetti stranieri è quello delle costruzioni, nel quale essi raggiungono il 27% del totale tra i dipendenti e il 15% tra gli imprenditori. Il commercio è invece il settore con la minore quota di dipendenti stranieri (5,5%).

Molto interessante è l’analisi che incrocia nazionalità e settore d’impiego dei dipendenti dalla quale emerge chiaramente l’esistenza di un mercato del lavoro segmentato: gli albanesi sono occupati prevalentemente nelle costruzioni (per il 47,7%) insieme a tunisini ed egiziani (rispettivamente 39% e 48,5%), i cinesi si polarizzano tra alberghi e ristoranti (41%) e tessile (24,2%), mentre gli africani (ghanesi 33,3% e senegalesi 23,7%) e gli asiatici (pakistani per il 27,6% e indiani 18,2%) si concentrano prevalentemente nella meccanica. Infine i sudamericani sono maggiormente presenti nei servizi alle famiglie e nella sanità privata (Perù 25,6%, Ecuador 15,9%, Colombia 19,7%). Considerando infine le otto aree di riferimento dei Centri per l’impiego, quella con la più elevata quota di lavoratori stranieri è Luino, soprattutto sul versante dei dipendenti, dove rappresentano il 16% circa del totale, viceversa, l’area “con meno stranieri” è quella di Tradate con l’8,7% di stranieri sul totale dei dipendenti.

19 novembre 2009 Paola Provenzano p.provenzano@varesereport.it
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