Varese

Acqua privata, il “modello Varese” sta facendo scuola

acquaOre decisive per la norma che porta alla privatizzazione dell’acqua, sulla quale nel pomeriggio il governo pone la fiducia. Il decreto in discussione, che deve essere convertito in legge entro la prossima settimana, sta causando non pochi problemi, dato che mette sul tavolo la questione assai delicata della privatizzazione dei servizi pubblici locali, tra cui l’acqua. Il testo ora all’esame ha causato diversi mal di pancia, primi fra tutti alla Lega Nord, che non fa mistero delle sue perplessità rispetto a quelle che sono le aspettative degli amministratori locali del Nord e alla sua posizione favorevole all’acqua pubblica.

In anticipo sulla scelta nazionale per la privatizzazione dell’acqua, il “modello Varese”, che si è delineato la scorsa settimana. Al tavolo per le firme si sono seduti Dario Galli, numero uno di Villa Recalcati in veste di presidente dell’Ato (ambito territoriale omogeneo a cui hanno aderito, non senza problemi, tutti i 141 Comuni del territorio) e Massimo Buscemi, assessore regionale alle Reti e Servizi. Il modello prevede di separare le attività di gestione delle reti e delle infrastrutture dalle attività di erogazione dei servizi. Insomma un doppio binario: l’acquedotto resta in mano ai Comuni e si mette al bando la gestione, ossia sarà sul mercato l’ultimo miglio dei servizi, ovvero erogazione, bollettazione e gestione dei rapporti con gli utenti. Privatizzando, di fatto, tutto questo secondo binario.

Una scelta che comporterà la nascita, probabilmente già nella primavera prossima, di una società patrimoniale pubblica che si occuperà degli investimenti infrastrutturali sul territorio e del potenziamento delle reti e degli impianti esistenti. Un fronte sul quale Regione Lombardia è pronta a sborsare 100 milioni di euro. L’erogatore dei servizi ossia il soggetto che si occuperà di tutte le attività di fornitura dell’acqua agli utenti finali, verrà individuato sulla base di una gara pubblica d’appalto.

Cosa accadrà, ad esempio, a Varese, dove il Comune ha già ceduto il 90% di Aspem ad A2A, uno dei quattro colossi del Paese in fatto di erogazione di servizi pubblici tra cui l’acqua, società quotata in borsa e a partecipazione pubblica (27,5% delle azioni sono del Comune di Brescia ed analoga è la proprietà di Milano)? Si dovrà ripartire da zero e indire una gara d’appalto? Di sicuro una partita decisiva per i varesini, che hanno tutto l’interesse a vederci chiaro sull’acqua che arriva nelle loro case.

18 novembre 2009 Paola Provenzano p.provenzano@varesereport.it
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Un commento a “Acqua privata, il “modello Varese” sta facendo scuola

  1. Acqua privata, il “modello Varese” sta facendo scuola – Varese Report il 19 novembre 2009, ore 03:54

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