Salute

Il super-convegno sui down dimentica il volontariato

Foto di Carlo Meazza

Foto di Carlo Meazza

L’intento è esplicito, le finalità evidenti, le parole della dottoressa Giovanna Brebbia, dirigente medico di Chirurgia generale al Circolo, più che dirette. “Partiamo non dai limiti, ma dalle loro capacità, dalle loro grandi potenzialità, cercando di individuare progetti di vita futuri che siano ricchi di possibilità”. Al di là dei prestigiosi relatori, una sessantina, e delle grandi realtà che stanno dietro il super-convegno “La persona down, progettiamo un futuro adulto”, in programma all’Università dell’Insubria di Varese il 19 e 20 novembre, è questo ciò che conta di più. Premesse condivisibili e interessanti: peccato che in questa grande iniziativa, sul fronte degli organizzatori, ma anche su quello dei relatori al convegno dell’Insubria, non si veda l’ombra di esponenti delle tante associazioni ed organizzazioni di volontariato che si impegnano ogni giorno sul fronte dei down e dei loro diritti.

Le persone down possono fare tanto, per tutti, in tanti campi: basta che siano messe nelle condizioni migliori per farlo. La dottoressa Brebbia, vera artefice dell’appuntamento scientifico, non è un caso che, prima ancora di parlare di medici e psicologi, si soffermi sulla collaborazione di fotografi, architetti, artisti. Un altro approccio è possibile. L’arte come grande linguaggio universale praticabile da tutti, magari meglio di tutti proprio dalle persone down.

Arte come forza dirompente, capace di spalancare le prigioni, fare esplodere i luoghi comuni, offrire spazi inediti agli esclusi. Così è stato per il laboratorio di pittura che alla Scuola Vidoletti di Varese ha coordinato il pittore varesino Giorgio Vicentini. Titolo? “Il colore per tutti”. E proprio il maestro Vicentini parla di “pittura come fatto democratico”. C’è poi l’architetto Jacopo Pavesi, che ricorda come il rapporto con i ragazzi down è per lui un’occasione per “ripartire da zero nel progettare”. Accanto al convegno, infine, la mostra di “scatti” del fotografo Carlo Meazza, presso l’Insubria, dal 23 novembre al 3 dicembre. Le immagini di Meazza sono quotidiane, domestiche, fatte di affetti e di amicizie, di tristezza e di allegria. Parlano di tutti noi.

Quanto al convegno scientifico, di alto profilo, con la partecipazione di medici, educatori, psicologi, docenti, studenti, giornalisti. Assicura il professor Renzo Dionigi, rettore dell’Insubria, che “per questo argomento che spesso viene trattato non nel modo dovuto, si sono mobilitate competenze di grande eccellenza”. Soddisfazione espressa anche dal dg dell’Azienda ospedaliera, Bergamaschi, dal direttore dell’Asl, Zeli, dall’Ufficio scolastico provinciale, dagli assessori provinciale Campiotti e comunali Navarro e Tomassini. Una grande alleanza per mettere al centro ciò che le persone down possono regalarci.

17 novembre 2009
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