Economia

Il roadshow sulla sicurezza al Liuc: il Testo Unico non piace al presidente Univa, Michele Graglia

Michele Graglia (Univa)

Michele Graglia (Univa)

Si è svolta quest’oggi all’Università Carlo Cattaneo-Liuc la tappa varesina del roadshow organizzato da Confindustria sul tema della prevenzione degli  infortuni, con imprenditori e manager uniti nella sicurezza. Più di un centinaio i rappresentati del sistema produttivo che hanno partecipato all’appuntamento realizzato in collaborazione con l’Unione Industriali, l’Inail, Fondirigenti e Federmanager. Un imperativo che non è solo normativo ma, prima di tutto etico, di responsabilità sociale, oltre che strumento indispensabile per la qualità del lavoro e la competitività delle imprese. La sicurezza sul lavoro è sinonimo di sviluppo. Concetto che è allo stesso tempo premessa e filo conduttore del roadshow organizzato sul tema da Confindustria. Una ventina i convegni messi in calendario nel Paese. Come un percorso a tappe che, dopo essere sbarcato a Milano, Genova, Treviso e Torino, questa mattina ha coinvolto la provincia di Varese.

Più di un centinaio i rappresentanti delle aziende del territorio che hanno partecipato all’evento realizzato in collaborazione con l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, l’Inail, Fondirigenti e Adai-Federmanager Varese. Tutte sigle che si sono riunite sotto il titolo del Progetto Sis, portato avanti da Confindustria: “Sviluppo Imprese in Sicurezza”. 17 i relatori che si sono susseguiti per declinare l’argomento della prevenzione degli incidenti sui luoghi di lavoro nelle sue varie sfaccettature. La sicurezza come investimento economico e di competitività, come organizzazione del lavoro, come comunicazione e partecipazione dei lavoratori, come comportamenti individuali dei singoli, come “best practice” di casi aziendali di spicco: questi solo alcuni dei punti toccati dai vari interventi che hanno anche affrontato le recenti modifiche al Testo Unico apportate con il decreto correttivo del governo approvato ad aprile. Tema questo che è stato al centro di una tavola rotonda alla quale hanno partecipato esponenti di Confindustria, della Direzione Regionale dell’Inail Lombardia, della Direzione Generale della Sanità della Regione Lombardia, della Scuola di Specializzazione di Medicina del Lavoro dell’Università di Pavia. Trasformare la sicurezza sul lavoro, da problema di pochi, a modo di pensare e agire di tutti coloro che operano nell’impresa, per far sì che la tutela della salute e dell’integrità fisica delle persone possa essere efficacemente salvaguardata: questo l’ambizioso obiettivo del roadshow che ha fatto tappa a Castellanza.

Un’iniziativa, ha spiegato Salomone Gattegno, presidente del Comitato tecnico Salute e sicurezza di Confindustria, “fortemente voluta dalla Presidente Emma Marcegaglia, che si è da subito dimostrata sensibile su questo tema, assegnando una delega specifica proprio per la sicurezza sul lavoro. Il Comitato Sicurezza che presiedo è una novità importante e dà la misura dell’impegno di tutte le componenti del sistema Confindustria”. I dati sulle morti bianche che indicano nel Paese un calo delle vittime del 7,9% rispetto ad un anno fa, non deve illudere nessuno. Salomone Gattegno invoca “la tolleranza zero”. Che deve partire dalla prevenzione: “Non possiamo continuare ad alimentare una cultura per cui la sicurezza è sempre un problema di altri”. La ricetta indicata dal presidente del Comitato di Confindustria ha come ingredienti fondamentali l’educazione, la sensibilizzazione, la formazione a tutto campo: “Meno scartoffie burocratiche, più meccanismi premianti per chi fa bene e sanzioni per chi sgarra. La sanzione, seppure necessaria, interviene quando l’infortunio è già avvenuto e non serve, quindi, a prevenirlo”. Per questo, continua Gattegno, Confindustria propone ulteriori modifiche al Testo Unico sulla Sicurezza, “nella logica di rendere questo provvedimento di legge utile a favorire una cultura della prevenzione e non solo un deterrente poggiato sulla sanzione penale”.

D’accordo sul punto il presidente dell’Unione gli Industriali della Provincia di Varese, Michele Graglia, che definisce il Testo Unico “un provvedimento che a nostro avviso contiene ancora degli aspetti critici”. La bussola dell’Unione Industriali in tema di sicurezza punta su cultura e prevenzione: “Su questi fronti – continua Michele Graglia – la nostra associazione è da sempre in prima linea, nella convinzione che un lavoro svolto in condizioni di sicurezza costituisca un valore aggiunto per l?impresa e per la società civile di cui è parte attiva”. Teoria che si fa pratica nei numeri. Dal 1995 ad oggi l’Unione Industriali, tramite la propria società di servizi, ha formato più di 2mila rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

Un impegno quello sulla sicurezza che l’Inail, ha annunciato dal palco il presidente Marco Fabio Sartori, porterà avanti con il nuovo Piano Industriale “predisposto con la collaborazione delle parti sociali e già sottoposto nelle sue linee guida alla valutazione del Ministero del Lavoro”. Un documento, ha spiegato il presidente dell’Inail, “di importanza determinante per il futuro del nostro Istituto e basato su alcuni pilastri fondamentali: un rapporto diretto e una collaborazione stringente con le associazioni di categoria, dei forti stanziamenti per i progetti e gli investimenti in sicurezza e formazione delle imprese e un approccio globale alla prevenzione, inteso, in primis, come modello culturale e sistema di valori da promuovere a partire dalle stesse aziende”. Tutto questo, ha continuato Sartori, “anche grazie a un?azione di valorizzazione della redditività del patrimonio dell’Istituto che abbiamo sviluppato e che garantirà un solido incremento delle riserve tecniche da utilizzare per l’ulteriore promozione della sicurezza delle imprese e della salute dei lavoratori”.

16 novembre 2009
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