Varese

Una Traviata degli specchi indaga nel profondo dei protagonisti. Questa sera all’Apollonio

Un momento del primo atto

Un momento del primo atto

La stagione del Teatro di Varese prosegue con le grandi opere liriche. Questa sera, alle ore 21, apre il cartellone delle melodie immortali il Teatro dell’Opera di Milano che presenterà a Varese il suo allestimento de “La Traviata” di Giuseppe Verdi per la regia di Mario Riccardo Migliara.

Un’opera che debutta il 6 marzo 1853 presso il teatro La Fenice di Venezia, e si configura come un’«opera di carattere morale», con al centro diversi ingredienti tipici della librettistica ottocentesca: dall’amore inteso come legame che supera ogni limite imposto dalle regole della convenienza sociale alla preminenza del valore della famiglia su qualsiasi altro. Nuova è, invece, la scelta di trattare una vicenda legata alla cronaca contemporanea, per giunta mutuata da un best-seller della cosiddetta letteratura scandalistica, laddove la librettistica prediligeva il più delle volte ambientazioni lontane nel tempo e nello spazio, se non addirittura mitiche. Fra i passaggi più popolari del capolavoro verdiano, il motivo “Amami, Alfredo, amami quanto io t’amo”, diventato un topos della lirica, oltre al celeberrimo brindisi “Libiamo ne’ lieti calici”, alla cabaletta “Sempre libera degg’io”, all’aria “Addio, del passato bei sogni redenti” e al duetto “Parigi, o cara, noi lasceremo”. Tutti brani entrati prepotentemente nel comune sentire e capaci di emozionare, con il loro pathos e il loro romanticismo, non solo i melomani, ma anche un pubblico non esperto.

L’allestimento del Teatro dell’Opera di Milano che vedremo sul palco del Teatro Apollonio di Varese, che si avvale della collaborazione della Corale lirica ambrosiana (direttore: Roberto Ardigò) e dell’Orchestra filarmonica di Milano (direttore: Vito Lo Re), grazie alla regia di Mario Riccardo Migliara, indaga nel profondo l’animo e i pensieri di Violetta Valery e rivela per lei un’esistenza diversa, fatta dai suoi stessi sogni. Quasi come un incantesimo, i pensieri della donna diventano, infatti, visibili dietro uno specchio, dando la possibilità al sogno di trasformarsi in realtà e aprendo così la porta a possibili inaspettati finali.

13 novembre 2009
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