Varese

“Radici celtiche” nello statuto? Si spacca il Consiglio

Il film "Braveheart"

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Soltanto due parole, ma rischiano di aprire un vero e proprio caso politico a Varese. Ieri sera, in apertura di Consiglio comunale, in un’aula che vedeva anche la presenza dei genitori della IV Novembre, arriva la petizione popolare al Parlamento europeo dal titolo “Il crocifisso va rispettato”, lanciata a Strasburgo da Cristiana Muscardini e Mario Mauro, del Pdl, e David Sassoli, del Pd. In Consiglio a Varese la propone Eugenio Rossotti (consigliere Pdl, di area ciellina), ottenendo un buon successo: lo sottoscrive anche gran parte dei consiglieri del Pd, pur con qualche defezione, come quella di Fabrizio Mirabelli. Non gli piace quel testo perché, come dice lui, “non mi sento offeso dalla sentenza della Corte europea: penso che, più dei simboli, sia importante avere Cristo nell’anima”.

A quel punto prende la parola il capogruppo della Lega Nord, Sergio Ghiringhelli, che propone una modifica dello statuto comunale di Varese. Nel testo della mozione che legge c’è scritto che lo statuto comunale non esplicita le profonde radici della nostra comunità. E’ il caso di cambiare lo stranito e di esplicitare il fatto che Varese ha radici “greco-romane, celtiche e cristiane”. La richiesta di Ghiringhelli viene affidata al testo che inizia a passare tra i banchi del Consiglio per la raccolta delle firme.

Ma quelle due paroline, “radici celtiche” di Varese, iniziano a creare un pandemonio. La mozione viene rifiutata in blocco dalle opposizioni, che si allarmano per la richiesta del capogruppo del Carroccio. Ma la mozione Ghiringhelli spacca trasversalmente il centrodestra, trovando peraltro alcuni, imprevedibili consensi. Firma in blocco tutto il gruppo leghista, ma è evidente la spaccatura nell’Udc e e nel Pdl. Per quanto riguarda l’Udc, firmano il presidente del Consiglio, Morello, e il capogruppo Imperatore, mentre dice no il consigliere Ibba. Ma tra i banchi del Pdl, oltre a Franco Prevosti, firmano la mozione sulle “radici celtiche” due esponenti ciellini come Eugenio Rossotti e Matteo Giampaolo, un consenso che agita subito le acque nel gruppo, con Aldo Colombo che appare visibilmente contrariato. La mozione della discordia è destinata a creare ancora polemiche. E le “radici celtiche” rischiano di dare un altro scossone ad un centrodestra che appare spesso diviso e in affanno.

13 novembre 2009
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3 commenti a ““Radici celtiche” nello statuto? Si spacca il Consiglio

  1. od il 13 novembre 2009, ore 10:57

    ma questi illuminati amministratori riusciranno mai a “FARE” nel presente senza distrarre con le evocazioni del passato…

  2. Giuseppe il 13 novembre 2009, ore 11:14

    Certo è curiosa la proposta, ma dissento dal commento di OD, qui sopra.
    La memoria e le radici sono temi che vengono richiamati da tutto l’arco costituzionale, per un motivo o per un’altro.

    Ormai ci siamo globalizzati anche nel richiamo del passato, ognuno ha il suo e vuole elevarlo sempre di più.

    Ma la domanda semmai è: meglio richiamare un passato di valori che serva da esempio al presente ed al futuro, oppure affidarsi al triste e vuoto presente che di valori ne sta portando davvero pochi alle generazioni future?

    Io direi la prima, dunque ben vengano le radici Celtiche!

    Giuseppe.

  3. ser.lorenzo il 13 novembre 2009, ore 14:40

    Ben vegnen i radis celtic, ma minga i crus celtic però! Viva i radis abas i crus nei class! E vegnen minga a dir che sun mia bun de parlaa il dialet.. preferissen che parlo celtic? Piutost che parlaà de radis andè a magnàrvele, piutost de parlà mal il dialet dei pruvincialot imaparàa l’italian che l’è la lingua pu sè bela del mondo!

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