Gallarate

Cittadit, Drizuni, Paisaan, Privilegiàa si scontrano a Madonna in Campagna. E’ la Rama di Pomm

Madonna in Campagna

Madonna in Campagna

Un palio che affonda le sue radici in antiche consuetudini. E’ la Festa della Rama di Pomm, un appuntamento che si svolge a Gallarate fino al 21 novembre e che è giunto alla sua 61° edizione. L’espressione Rama di Pomm nasce dall’antica usanza di vendere sul sagrato del Santuario le mele infilzate sui rami spinosi di Gleditzia (detto anche albero di Giuda) che in passato cingeva campi ed orti attorno al Santuario.

Tutto questo si ricollega a sua volta ad un’antica leggenda che racconta di un melo selvatico fiorito miracolosamente nel novembre 1631 a fianco del Santuario. A queste storie fa riferimento il Palio delle quattro contrade di Madonna in Campagna: quella dei Cittadit da la campagna (colore rosso), gli abitanti del rione più vicini al mnucleo cittadino; quella dei Drizuni dal tirasegn (colore blu), gli abitanti che gravitavano lungo la via che conduceva al Tiro a segno; i Paisaan quadar (colore verde), gli abitanti posti all’estremo limite del rione; i Privilegia dal campanin (colore giallo), gli abitanti vicino alla chiesa.

La manifestazione che si svolge a Gallarate, attorno al Palio, è articolata nelle classiche gare sportive e di abilità, e in una serie di appuntamenti di preghiera. Appuntamenti che culminano, domenica 15 novembre, nella Festa patronale della Madonna in Campagna, con la messa solenne celebrata dal prevosto monsignor Franco Carnevali alle 11, e con la disputa del Palio, alle ore 14.

A sottolineare le antiche radici della festa ci pensa il presidente del Comitato Organizzatore Scalabrelli: “Il palio ha “solo” 61 anni, ma la ricorrenza della Rama di Pomm risale al 1630, anno della peste che colpì anche Gallarate. Per far capire quanto l’appuntamento sia sentito dai cittadini, basta dire che siamo arrivati ad avere un pubblico superiore alle 2 mila unità”. Orgoglioso di “aver respirato l’atmosfera del palio fin da bambino”, un’altra colonna del Palio, Mario Garavaglia, il quale aggiunge: “per riuscire a organizzare un evento per così tanti anni di fila servono determinazione e volontà”. Chi invece ha spiegato come è nato il palio è Giancarlo Bettinelli: “Fu una felice intuizione di un gruppo di cittadini, i quali nel secondo dopo guerra sentirono l’esigenza di socializzare e unire la gente. Vorrei anche ringraziare le istituzioni, tra queste la Provincia di Varese per l’impegno e il sostegno che ci hanno dato”.

11 novembre 2009
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