Musica

Allo Spazio Lavit il jazz si mescola con i piatti di Venanzio. Con un futuro fatto di eventi

IMG_0941Sta facendo i suoi primi passi, ma già suscita interesse e curiosità. E’ lo Spazio Lavit, che programma, propone, aggiusta il tiro. E qualche volta alza anche il tiro, come nel caso di questa sera, che vede un’abbinata grandiosa: il trio jazz con Luca Ghielmetti (pianoforte, chitarra e voce), Tim Sparks (chitarra) e Massimo Scoca (contrabbasso), insieme ai piatti dello chef Venanzio.

Una proposta eccessiva da parte del fotografo varesino Alberto Lavit? No, piuttosto uno specchio della sua idea circa il futuro di questo spazio. “Qui dentro voglio ospitare di tutto un po’ – dice Lavit -: mostre, concerti, cene, feste, proiezioni. Questo spazio industriale, ristrutturato da mia moglie, l’architetto Anna Pedoja, è uno spazio polifunzionale. E se tutto va per il meglio, gli appuntamenti diventeranno periodici”. L’interesse c’è, i varesini arrivano. I tavoli sono sparsi per lo studio fotografico (“troppo grande per resistere alla tentazione di ospitare anche manifestazioni ed eventi”, dice Lavit), la gente prende posto e poi la musica inizia. Le note si alzano, si impastano con i sapori e gli aromi, le parole si accompagnano alle voci.

A farla da padrone nel cerchio magico dei musicisti è Ghielmetti, circondato dai suoi due compagni d’avventura. “Sono arrivato al mio terzo disco, che porta il mio nome e cognome, e mi piace proporre pezzi dentro un pezzo d’industria come questo”, dice il musicista. E quanto al duo con Venanzio? “No avrei avuto dubbi anche se avessi dovuto scegliere tra mille: non c’è chef migliore per tradurre le note in soffritto e risotto”. La musica prosegue, pezzo dopo pezzo. E la gente che riempie lo spazio del fotografo segue con attenzione. In attesa dei prossimi eventi. E cioè? Tra le ipotesi su cui sta ragionando Lavit, anche con l’aiuto della scrittrice-performer Chiara Zocchi, la presentazione dell’ultimo libro di Sergio Di Siero “Lontano”, del libro di Federico Bianchessi  “Un tetto alla Scala”, uno spettacolo teatrale (“Anna dei miracoli”) a marzo, una mostra di Silvio Monti a febbraio e poi una mostra fotografica dello stesso Lavit.

9 novembre 2009
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