Cultura

Stati generali della cultura, si parte da Villa Panza

Azzalin (a sinistra) e Zanzotto

Azzalin (a sinistra) e Zanzotto

Se ne parla da anni, con allusioni indirette, con riferimenti espliciti, con domande su quando si faranno, con polemiche sul perché non si fanno mai. E così, a differenza di quelli convocati in passato sulla sanità, gli Stati generali della cultura di Varese continuano a restare lettera morta. Lo stesso sindaco di Varese, Attilio Fontana, pare deciso a starsene ben alla larga.

In occasione di una recente conferenza stampa ha ribadito che non li vuole convocare perchè, al posto degli Stati generali della cultura, ha detto il sindaco, ci troveremmo di fronte agli “stati generali degli orticelli”, riferendosi ai dissidi e alle gelosie esistenti tra associazioni, enti, club, che alla cultura agganciano la loro (spesso dubbia) esistenza.

Eppure anche il primo cittadino di Varese ha assicurato la sua presenza a quelli che possono essere considerati una sorta di prova generale degli Stati generali della cultura. Non è stata orgnizzata da un ente pubblico, ma da un privato, l’editore e poeta Dino Azzalin. Non si svolgerà a Palazzo Estense, ma nella sontuosa cornice di Villa Panza, la prestigiosa residenza di proprietà del Fai (Fondo Ambiente Italiano).

Una riunione rigorosamente a porte chiuse. Lunga la lista degli invitati, un vero parterre de roi di varesini impegnati sul fronte della cultura e della comunicazione, dell’economia e delle professioni.Ecco la lista degli invitati al Forum: Attilio Fontana (sindaco di Varese), Renzo Dionigi (Magnifico Rettore-Università dell’Insubria), Claudio Bonvecchio (Facoltà di Scienze della Comunicazione), Michele Graglia (presidente Unione Industriali), Bruno Amoroso (presidente Camera di Commercio), Dino Azzalin (presidente Odontoiatri e Scrittore), Bambi Lazzati (Premio Chiara- Amici Musei), Silvio Raffo (presidente Premio Morselli e poeta), Anna Bernardini (direttore di Villa Panza), Valerio Festi (Studio Festi), Monica Maimone (regia Eventi Studio Festi), Gino Pastore (direttore di Marketing e Comunicazione), Marco Giovannelli (direttore Varesenews), Gianni Vitella (presidente  Consel eventi), Andrea Giacometti (direttore di Varesereport), Matteo Inzaghi (direttore Rete 55), Marco Dal Fior (caporedattore Corriere della Sera), Vittorio Colombo (direttore “La Provincia”), Giancarlo Angeleri (direttore “ La Prealpina”), Nicoletta Romano (direttore Living), Giulio Rossini (Esterno Notte Cinema), Elisa Bortoluzzi Dubach (  Sponsor Directory), Enrico Angelini (assessore della Promozione al Territorio), Sabrina Pricigalli (direttore marketing e comunicazione Canton Ticino), Marcello Morandini (pittore), Chiara Zocchi (scrittrice-cantante), Fabio Sartorelli (musicologo), Angelo Maineri (scultore),Aldo Nove (scrittore).

Come ribadisce il promotore, Dino Azzalin, “ho pensato, come uomo di cultura, di creare un forum tra le diverse anime del territorio, una sorta di stake-holders che lavorano già in questo ambito per creare un laboratorio di idee dove pensare un nuovo progetto per la città”. Dunque, un vivaio di idee che, per decollare, ha bisogno di teste e di idee. “Ho invitato – continua Azzalin – i massimi esponenti della società civile, dell’arte, della comunicazione, dell’università, della politica, di quella professionale, industriale e culturale, per identificare le eventuali sinergie da mettere in campo”.

Un progetto assai ambizioso, che il suo promotore avvicina a “quel nucleo pensante che dette origine un tempo della nostra storia del Sapere aude, all’Illuminismo e al Rinascimento”. Così poeti, scrittori, musicisti si confronteranno, sotto i soffitti della residenza dei conti Panza, con politici, imprenditori, giornalisti. Un inizio di cammino che potrebbe, per la città giardino, essere anche l’inizio di una svolta.

6 novembre 2009
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5 commenti a “Stati generali della cultura, si parte da Villa Panza

  1. Chiara Palumbo il 6 novembre 2009, ore 22:06

    Stati generali indetti da un dentista?
    Andiamo bene…

  2. giorgio di piccolo il 7 novembre 2009, ore 12:27

    A porte chiuse … quanti segreti ci sono … mai una volta che si prende sul serio chi fa sul serio in questo territorio … sempre la paura di far l’idea originale … gente grande che si comporta da bambini!!!!

  3. carlo zanzi il 8 novembre 2009, ore 15:15

    Caro Direttore, apprezzo la buona volontà dell’amico Dino Azzalin, il suo desiderio di novità, ma credo che la cultura abbia bisogno di aria libera e pura, non di porte chiuse. La cultura a Varese ha dimensioni ben più ampie di quella rappresentata da alcuni (solo alcuni) di chi di cultura (termine che dice tutto e niente) si occupa. E non si pensi che scriva, perché tagliato fuori dai privilegiati alla mensa. Per carità! Il mio parere è che ben venga la ricchezza di proposte e di idee, anche se ci si trova poi in dieci o in venti. Ben vengano anche gli incontri in contempoiranea: ognuno va dove preferisce. Cosa si vuole fare? Una programmazione per evitare concomitanze? Ma abbiamo una vaga idea di quanta gente ‘fa cultura’ a Varese? O per cultura intendiamo solo il grande nome, il mega evento? Buon lavoro a tutti, ai ‘reclusi’ in porta chiusa e ai tanti, decisamente la maggioranza, che fanno libera e benefica cultura nella nostra città, ingiustamente definita sonnacchiosa, chiusa, senz’aria.

  4. Dino Azzalin il 8 novembre 2009, ore 16:17

    PER L’ADORABILE CHIARA PALUMBO:

    DENTISTA POETA
    DENTISTA EDITORE
    DENTISTA VOLONTARIO
    DENTISTA PRESIDENTE
    DENTISTA CONSIGLIERE
    DENTISTA SCRITTORE
    DENTISTA VIAGGIATORE
    ECC… ECC…

    O UOMO A TUTTO TONDO?

    E POI NON SI DICE DENTISTA MA: MEDICO CHIRURGO-ODONTOIATRA
    NELLA MIA SCUOLA SI IMPARAVA PRIMA A LEGGERE E POI SCRIVERE
    BUONA DOMENICA MISS PALUMBO

  5. Enrico Colombo il 7 gennaio 2010, ore 19:33

    Caro Carlo Zanzi, oltre a sottoscrivere tutto il tuo intervento,mi pare che tra orticelli e piantagioni,tra segrete riunioni e grandi artisti, spesso chi parla e discute di cultura ,con competenza o da ignorante a Varese ,sembra non avere problemi economici e soprattutto non deve vivere del proprio lavoro culturale,cioè scontrarsi con il pane quotidiano da sfornare,fresco tutti i di, abbinato al problema del mercato artistico, da costruire,ai politici da corteggiare per avere i dannèe.
    Dopo 35 anni di LAVORO artistico culturale,dopo aver portato in giro per l’Europa il nome della città di VARESE devo ogni anno per vivere fare la corte sempre a qualcuno.E qui si discute di stati generali…..

    Dentro
    Eventi culturali
    Non sempre
    Trovati
    Intelligenti
    Stanno
    Tanti
    Artisti fasulli,ma cun i danèe

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