Varese

La morte silenziosa della Stagione teatrale del Comune di Varese. E domani si parte

La Monti e Ingrassia

La Monti e Ingrassia

Parte domani il cartellone del Teatro di Varese. Parte con una garbata commedia musicale, “Michelina”, portata in scena da una beniamina del pubblico, Maria Amelia Monti,  e da Giampiero Ingrassia. Una stagione che parte con alcune interessanti novità. Anzi, con una, in particolare: con questo cartellone si può dire che si spegne, tra l’indifferenza generale, la Stagione teatrale del Comune di Varese.

Una tradizione culturale di lunga data, che negli anni ha portato nella città giardino il fior fiore delle compagnie e degli interpreti del palcoscenico italiano. La stagione targata Comune di Varese è letteralmente scomparsa. Scomparsa dal sito Teatro di Varese, scomparsa dal programma cartaceo. Certo, nel programma del Teatro di Varese si parla di una collaborazione con il Comune, e persino di un patrocinio dato dalla Provincia.

Ma il cartellone del Comune è sparito, trasformato, all’interno del cartellone del teatro di piazza Repubblica, in una assai più generica e neutra Stagione di prosa. Da tempo si era colto un disinteresse di Palazzo Estense per questo tradizionale appuntamento (a differenza dell’attenzione per la Stagione musicale), peraltro segnalato da un crollo degli abbonamenti guardato con una certa indifferenza. Per non parlare delle continue incertezze, e dei continui cambi di marcia, negli ultimi anni, su come riempire la stagione, con quali spettacoli, quali generi. La Stagione comunale stava sempre in bilico tra teatro impegnato e noioso, e teatro divertente, ma con la concorrenza dei privati. Si è scelta così di imboccare la strada più incruenta e silenziosa: una lenta morte per abbandono. De profundis.

5 novembre 2009
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Un commento a “La morte silenziosa della Stagione teatrale del Comune di Varese. E domani si parte

  1. Giovanni il 5 novembre 2009, ore 23:20

    Caro Direttore,

    ho letto con attenzione il suo articolo e, da abbonato di lungo corso alla stagione teatrale “comunale”, anche io mi sono posto alcuni interrogativi.

    Si, certo, tra i miei compagni di poltrona qualche defezione c’è stata nel tempo, ma è comprensibille vista la vasta offerta che, forse, distrae dalla formula dell’abbonamento classico; io comunque i miei ottimi posti me li tengo stretti.

    Trovo che la stagione di quest’anno sia davvero molto bella, e dalle sue parole credo che condivida, ma sopratutto ritengo che l’offerta teatrale a Varese non abbia nulla da invidiare ad altre città lombarde, anzi!

    Però, e un però c’è davvero, anche io ho notato che il gonfalone del Comune di Varese non sovrasta più i titoli della stagione di “prosa”, non c’è traccia di riferimenti che possono ricondurre l’iniziativa della stagione teatrale all’Amministrazione della città Giardino. ( in verità dopo il Suo articolo ho spulciato programmi e siti con lo stesso Suo esito. )

    A questo punto, sebbene la stagione teatrale ancora c’è ( ed è anche bella), mi chiedo a chi bisognerà affidarsi per il futuro per andare al teatro, visto che il Comune di Varese e l’Assessorato alla Cultura ( se ancora esiste) si è tirato indietro da un importante pezzo di proposta culturale nella città.

    Ma sopratutto mi chiedo: se il Comune di Varese non organizza più stagioni teatrali perche vuole costruire un teatro?

    Insomma è come se io, che non ho la patente, volessi comprarmi una autovettura: la pago, la mantengo, me ne prendo cura, ma non la guiderò mai!

    Lascio a Lei tutte le considerazioni del caso, nella speranza che non le debba condividerle con un semplice, e sempre più solo, abbonato ma possa anche ricevere l’opinione di qualche esponete del Comune di Varese.

    Auguri!

    Giovanni

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