Varese

Crocifisso, Villa Recalcati e Ufficio scolastico alleati

Da sinistra, Merletti e Bottini

Da sinistra, Merletti e Bottini

Questo pomeriggio la Provincia di Varese e l’Ufficio scolastico provinciale si sono alleati contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo contraria ai crocifissi nelle classi. Un’alleanza suggellata con un gesto carico di forza simbolica: la consegna di un crocifisso da parte del vicepresidente della Provincia, Gianfranco Bottini, al dirigente dell’Ufficio scolastico, Claudio Merletti. “Per me il crocifisso rappresenta un riferimento culturale collettivo – dice Bottini – che esprime tutto un retroterra di storia, cultura, arti”. Insomma, “un simbolo – continua Bottini -, che nella nostra storia non è mai stato assente”. Il vicepresidente è un fiume in piena contro “questa Europa burocratica, sanzionatoria, senza anima”. E a questa sentenza, dichiara Bottini, “disubbedirà”. “Dobbiamo proteggere gli spazi scolastici provinciali, che devono essere dotati del crocifisso”.

Duro contro la sentenza europea anche il dirigente dell’Ufficio scolastico, che definisce la sentenza “astratta” e “incapace di rapportarsi al contesto”. Però il suo riferimento è più di natura confessionale: allude al legame del crocifisso con “una comunità che condivide esperienza, vita, lavoro”. Parla di un Concordato tra Repubblica italiana e Stato del Vaticano che “assegna alla religione cattolica una rilevanza specifica” e dà diritto di cittadinanza, nella nostra provincia, a “350 docenti che insegnano la religione cattolica come un’attività curriculare”.

Pur non presente, anche il presidente della Provincia, Dario Galli, diffonde una corposa nota per esprimere tutto il suo dissenso contro la sentenza. E qui si cambia ancora: prima una timida premessa per ricordare che la Lega è stata “la sola che si mise di traverso alla mancanza di riferimenti alle radici cristiane nella bozza della Costituzione europea”. Poi si scende in campo a gamba tesa: “temo che questo crocifisso – continua Galli – sia solo il primo capitolo di un triste racconto, che porterà all’annientamento dei nostri valori a vantaggio di nuove culture, in primis quella islamica”. E ancora: togliere il crocifisso significa “alzare bandiera bianca sui nostri valori e spalancare le porte a chiunque li voglia cambiare”. E avanti così, con il riferimento a velo islamico, burqa, poligamia, legge coranica verso cui si sarebbe troppo tolleranti. E così, inevitabilmente, cultura, fede e propaganda si mischiano. Purtroppo.

5 novembre 2009
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Un commento a “Crocifisso, Villa Recalcati e Ufficio scolastico alleati

  1. daniele pescatore il 7 novembre 2009, ore 12:36

    E’ contraria … non impone . perciò smettiamola di fare fanfarate per niente che hanno il sapore di crociate dal doppio significato!

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