Sindacato

I sindacati bocciano le ronde anti-stranieri

Ronde padane

Ronde padane

Scende in campo con durezza il sindacato di Varese sulla questione-ronde. Cgil-Cisl-Uil (e non solo loro) non hanno mai fatto mistero sulle  proprie perplessità a proposito del pacchetto-sicurezza, ma ora che le ronde sono state autorizzate dai sindaci del Carroccio anche sul nostro territorio, allora il sindacato prende la parola e dice la sua, senza giri di parole.

Ronde? No, grazie, dice il sindacato, soprattutto se si tratta di “una misura in gran parte propagandistica, che di fatto copre il taglio di ingenti risorse per la sicurezza”. Un taglio di un miliardo di euro previsto nella Finanziaria Tremonti-Berlusconi 2009-2011, oltre ad una riduzione di 6000 agenti nei prossimi cinque anni. “Facendo così non si rafforza, ma si indebolisce il controllo del territorio”, continuano i segretari generali dei sindacati varesini, Stasi, Tascone e Molteni.

Poi l’affondo va, ancora una volta, sul pacchetto sicurezza, cornice dell’arrivo dei rondisti sulle strade di casa nostra, che trovano proprio negli immigrati il loro nemico numero uno. “E’ una misura contenuta in un pacchetto con disposizioni fortemente discriminatorie contro gli immigrati, che di fatto vengono additati come il vero bersaglio delle ronde, accentuando così il clima di diffidenza, di paura e di pregiudizio nei loro confronti”. Bocciatura completa della decisione di affidare la tutela della sicurezza alle ronde anche perché, secondo Cgil-Cisl-Uil, “è una misura che affida al “privato”, pur in modo regolato, un compito secondo noi esclusivo dello Stato: si apre una porta che potrebbe nel tempo condurre a conseguenze pericolose e comunque indurre ad una forma di  legittimazione della cultura della “giustizia fai da te””. Appello finale del sindacato alle forze politiche e alle istituzioni: ripensateci. Per il bene del territorio.

2 novembre 2009
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