Gallarate

A Gallarate il fascino ponentino di Testa

Gian Maria Testa

Gian Maria Testa

Parlare di Gian Maria Testa è come toccare un piccolo scrigno che contiene tante, piccole e grandi preziosità.  Dire che è un cantautore è davvero troppo poco. Semmai, è il caso di definirlo un poeta che racconta storie, che ci parla della vita e della morte, ma con un suo timbro inconfondibile e personale. Parlare di Gian Maria Testa vuole dire anche incamminarsi per terre misteriose e primitive, quelle del Ponente Ligure, quelle dell’entroterra che risuonano nelle sue canzoni e che evocano un grandissimo scrittore come Biamonti, quel grande giocoliere della parola che era Nico Orengo, il razionale Italo Calvino, che non poteva dimenticare la Pigna (quartiere, purtroppo, ormai scomparso a San Remo). Si potrebbe andare avanti a lungo, in questo esercizio di preparazione al concerto “Solo-dal vivo” che Testa porterà venerdì 13 novembre, alle ore 21, al Teatro Condominio Vittorio Gassman a Gallarate, nel bel cartellone targato Fondazione Culturale 1860 Gallarate Città. Prima tappa di novembre nell’ambito del lungo tour iniziato quest’anno dal cantautore, che tocca teatri italiani, ma anche la Francia, la Germania, l’Austria e la Spagna, con un concerto ogni volta unico per intensità e poesia. Gallarate torna così ad applaudire un’artista che è già stato ospite, in spettacoli con Erri De Luca, e che questa volta arriva per proporre il suo (stupendo) primo album dal vivo, pubblicato a gennaio di quest’anno, registrazione integrale di un concerto “in solo” tenuto all’Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2008 che non era stato pensato per diventare un disco. E così le sue canzoni, che parlano di nebbie e incontri, di solitudini e colline, con musiche che evocano il tango, la bossanova, il jazz, la habanera, il valzer, creano suggestioni calde, intense, che avvolgono. Il cantare immagini e sentimenti è, in Gianmaria Testa, semplice, di matrice popolare, tradizionale, capace di oltrepassare la banalità e in grado di depositarsi direttamente nell’intimo di chi ascolta. Suoni, parole, ma soprattutto odori potranno uscire dalle canzoni proposte dal cantautore originario della provincia di Cuneo, che nessuno di noi amerebbe se non fosse per i nostri cugini d’Oltralpe,  che lo hanno adorato e scoperto prima di noi. Siamo arrivati in ritardo. Ora però cerchiamo di recuperare.

2 novembre 2009
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