Arte

Sergio Toppi al Chiostro. In mostra le tavole della nostra vita

Una tavola di Toppi

Una tavola di Toppi

E’ dedicato ad uno dei maestri del fumetto italiano la mostra “Sergio Toppi. Il segno della storia”, a cura di Hamelin e Cristina Taverna delle edizioni Nuages, la rassegna che si terrà, dal 5 novembre al 31 dicembre 2009, presso gli spazi monastici del Chiostro di Voltorre (Gavirate). Sergio Toppi, classe 1932, non è la prima volta che lo vediamo dalle nostre parti. Qualche anno fa, aveva evocato le mitiche figure dei Samurai a Casalzuigno, eroi senza macchia e senza paura come tanti che lui, per tutta la vita, ha racchiuso nelle sue colorate tavole sovrabbondanti di fantasia ed immaginazione.

Come lui stesso ricorda, il primo contatto con le nuvolette lo ebbe grazie ad un volume, incontrato su una bancarella, che proponeva

Toppi in bianco e nero

Toppi in bianco e nero

le tavole di un altro grande, Hugo Pratt. Proprio l’artista da cui ricominciò, tre anni fa, la nuova gestione del Chiostro, seguita con ostinata coerenza dal direttore artistico Caterina Carletti. Dai dervisci del Mahdi alle isole del Pacifico, la mostra del Chiostro è un grande viaggio, sempre in bilico tra realtà e fantasia, tra personaggi e volti della storia. E sempre sottolineando l’innovazione che Toppi portò nel fumetto, che con lui vede passare il disegno da rappresentazione statica a racconto, ritmo, velocità.

Disegni talmente vivi che debordano dai limiti tradizionali della pagina per guardare oltre e al di fuori, lungo traiettorie che sono quelle delle storie e non del disegnatore. E poi Toppi è una parte importante della vita di ognuno di noi, tutti cresciuti all’ombra delle sue storie, pubblicate prima sul “Corriere dei ragazzi”, tavole sulle storie raccontate da Mino Milani (spesso disegnato dentro le stesse tavole), e poi anche sul “Giornalino” delle Edizioni Paoline, e infine su “Linus” e “Alter” (ma qualcuno se li ricorda ancora?). Grande attesa, dunque, per la mostra al Chiostro. Attesa per le tavole di Toppi, già entrate nella storia del fumetto e dell’arte, ma anche attesa per rivedere noi stessi, come eravamo allora.

1 novembre 2009
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