Varese

Il 4 Novembre dei repubblichini

IMG_0876Sul nostro territorio provinciale sono stati affissi  numerosi manifesti in vista della celebrazione della festa nazionale del 4 Novembre. Una data importante per la storia d’Italia: in questa data si celebra l’armistizio che nel 1918 pose fine alle ostilità tra l’Italia e l’Austria-Ungheria, concluse sul campo con l’offensiva di Vittorio Veneto. Una vittoria frutto della dedizione, del sacrificio e dell’unità del popolo italiano. Una vittoria che costò la vita a 689.000 italiani, mentre 1.050.000 furono i mutilati e i feriti: cifre che devono far riflettere, numeri da ricordare. Soprattutto, dimostrano la pericolosità e i danni che derivano da ogni cultura di guerra, di violenza, di intolleranza.

I manifesti che ricordano questa data presentano un’immagine piuttosto singolare: una corona di alloro sormontata da un gladio. Poche frasi spiegano che si tratta della “Giornata dedicata ai caduti in guerra. Sono caduti per la Patria, onoriamo il loro sacrifico”. Espressioni dalle quali esce un tono retorico, che insospettisce. E infatti, se si scorre il manifesto fino in fondo, si scopre chi sono gli autori delle affissioni: i manifesti risultano a cura del Comitato Nazionale Ricerche ed Onoranze Caduti della Repubblica Sociale Italiana-Medaglia d’Oro Carlo Borsani, con sede a Somma Lombardo. A ricordare il sacrificio dei nostri soldati sono insomma i reduci della notte di Salò.

Un accostamento tra due momenti storici decisamente inaccettabile. Stiamo parlando infatti del 4 Novembre, festa nazionale di una Repubblica democratica, nata proprio dalla sconfitta senza appello di chi stava dalla parte sbagliata, cioè militava sotto le insegne di Salò, accanto agli occupanti tedeschi. Un aspetto da non dimenticare, perché la memoria resta una delle armi più forti contro il ritorno della violenza e dell’odio e per la difesa della democrazia.

1 novembre 2009
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Un commento a “Il 4 Novembre dei repubblichini

  1. Fabio il 2 novembre 2009, ore 09:49

    Questa gente secondo la legge Scelba – peraltro mai applicata nella storia repubblicana – dovrebbe starsene in galera! Il fatto che nessuno dica niente per questi manifesti fascisti è una cosa vergognosa! Ma già, questa provincia la vegogna non sa neppure cosa sia…

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