Arte

Caravaggio si trasforma in Dan Brown

S. Francesco in meditazione

S. Francesco in meditazione

C’è il rischio che una mostra, una delle pochissime mostre che, a quanto pare, vedremo da queste parti, possa diventare una passerella di politici leghisti. Dopo avere già conosciuto una prima inaugurazione al Palazzo del Viminale a Roma, sabato 7 novembre è in programma a Varese, alle ore 18, presso lo scomodissimo Castello di Masnago, il taglio del nastro della mostra su Michelangelo Merisi dal titolo “Caravaggio? L’enigma dei due San Francesco”, un evento realizzato dalla milanese Sogecom, con il contributo di A2A, Finmeccanica, Poste Italiane, Ina Assitalia e con la collaborazione del Comune di Varese. Al lancio della mostra saranno presenti il ministro degli Interni, Roberto Maroni, e il sindaco di Varese, Attilio Fontana. Ma la compresenza di due uomini di punta del partito di Bossi, non è ciò che più desta imbarazzo. Questa piccola mostra (le opere sono soltanto due), mette a confronto, appunto, due raffigurazioni del poverello d’Assisi. Ma gli organizzatori volano alto, nel presentare la rassegna, trasformandola quasi in un evento da libri di Dan Brown: “Opera doppia, ovvero due tavole assolutamente identiche ad un primo sguardo, che però celano un segreto, un mistero, un enigma che finora gli esperti non sono riusciti ancora a svelare”. Ma per carità. E poi c’è la parolina che salva sempre tutto: questa, si dice, è una mostra “didattica”, un modo per mettere le mani avanti e non dire che di una micro-mostra si tratta. Un po’ come quando manifestazioni mediocri o concerti terribili vengono giustificati dalla magica parolina: sono stati organizzati per beneficenza.

30 ottobre 2009
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Un commento a “Caravaggio si trasforma in Dan Brown

  1. ruggero dimiccoli il 2 novembre 2009, ore 01:19

    Sono il curatore della mostra, un progetto al quale sto lavorando da tempo e che ha trovato il consenso e l’apprezzamento di alcuni tra i piu’ importanti restauratori italiani e di autorevoli operatori del mondo dell’arte, come il FAI ad esempio.
    La nostra mostra non e’ una passerella di politici, il Ministero dell’Interno e’ il proprietario delle opere, la mostra didattica non e’ un modo per mettere le mani avanti, ma e’ per l’appunto una mostra didattica, che ha quindi lo scopo di far conoscere al visitatore tecniche e strumenti di indagine per l’attribuzione dell’autenticita’ di un’opera pittorica che generalmente chi visita una mostra non conosce. Non credo che cio’ sia reprimibile, e sono stupito dal pregiudizio che traspare dal vostro commento. avremmo potuto fare un pout pourri di opere, ma, nonostante cio’ a voi possa non piacere, non era questa la nostra intenzione, che era al contrario focalizzare su un pretesto (i due dipinti) un tema importante e a nostro avviso poco visitato.
    Concludo dicendovi che sono dispiaciuto del vostro sommario e poco informato commento, e che sono naturalmente a disposizione per spiegarvi che la nostra mostra e’ tutt’altro che una manifestazione mediocre e peggio ancora terribile.
    Con i migliori saluti.
    Ruggero Dimiccoli

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