Economia

Duro attacco al governo dall’Associazione Artigiani di Varese. Bergamaschi: “Nulla è stato fatto”

artigiani“Mille imprese hanno già chiuso: vogliamo attendere che ne chiudano altre mille”? Con questo lapidaro interrogativo si chiude il bollettino di dati e commenti che l’Associazioni Artigiani della provincia di Varese Confartigianato ha emesso dopo la consueta indagine congiunturale, relativa al terzo trimestre 2009, con la quale si “tasta il polso” alle imprese.

Il bollettino, ancora una volta, non lascia dubbi: rispetto a dati dello stesso periodo registrati un anno fa siamo ancora in caduta libera per tutti i settori, mentre rispetto al trimestre precedente si vede solo qualche timido spiraglio. Un dato su tutti continua ad essere preoccupante: il tasso di utilizzo degli impianti si attesta attorno al 50%, in pratica dunque la produzione continua a girare a scartamento ridotto. Ad essere in difficoltà sono i settori tradizionalmente portanti per il tessuto economico locale: la meccanica (-4,56%),il tessile (- 4,11%),  l’abbigliamento (- 14,92%) e la plastica (-10,32).  Dal mondo del credito, inoltre, i segnali continuano ad essere poco confortanti: il tasso delle pratiche inevase è salito dall’8 al 12 per cento, segno di una maggior selettività e di cordini della borsa sempre più stretti.

Da viale Milano arriva un monito: “Il Governo non ha più scusanti – dichiara Marino Bergamaschi, direttore generale dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese – perché imprenditori e famiglie sono orami stanchi di resistere”. Ma Bergamaschi prende di mira soprattutto un certo tipo di politica che, negli ultimi mesi, è entrata a gamba tesa tra malumori e mal di pancia della piccola impresa che costituisce la base associativa del sodalizio. “C’è una politica – dice Bergamaschi – che sembra voglia rappresentare i segmenti produttivi di questo nostro territorio con una propaganda mirata solo alla raccolta di voti. Ma i programmi elettorali, sino ad ora, non sono stati realizzati”. E da qui snocciola l’elenco: “Nulla è stato fatto per abbassare le tasse locali, per defiscalizzare il costo lavoro, per spronare gli istituti di credito nel dare liquidità e punirli nel caso costringessero le imprese – anche e soprattutto quelle meritorie – a condizioni inaccettabili”.

29 ottobre 2009 Paola Provenzano p.provenzano@varesereport.it
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