Economia

Contratto meccanici, la Fim Cisl rilancia l’unità. Ballante: “ma è la crisi il nostro vero nemico”

Mario Ballante

Mario Ballante

Nelle prossime settimane l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici entrerà nelle aziende del Varesotto, o almeno lo farà in quelle 300 imprese – di differenti dimensioni – nelle quali la Cisl è presente con sui rappresentanti sindacali. Una marcia a tappe forzate, infatti, porterà nel giro di un mese alla consultazione referendaria, fissata per il 25, 26 e 27 novembre, sul testo che ha provocato al spaccatura tra Fim Cisl e Uilm da una parte e Fiom Cgil dall’altra. Al referendum, come annunciato pochi giorni fa dal leader nazionale della Cisl, saranno chiamati i soli iscritti del sindacato bianco.  Sulla spaccatura, a livello locale, getta acqua sul fuoco Mario Ballante, segretario provinciale delle tute blu aderenti alla Cisl.

Si entra nelle fabbriche del Varesotto, che situazione troverete?

Diciamo che ci troveremo di fronte a tre ipotesi differenti. Nelle imprese della meccanica di dimensioni più grandi avremo sicuramente un confronto con i rappresentanti della Fiom Cgil, in altre saremo valutati sul contratto dai nostri iscritti, ma in molti altri casi ancora purtroppo arriveremo dove i lavoratori sono interessati dalla cassa integrazione

In che misura la crisi sta colpendo il settore sul territorio?

Il settore della meccanica è molto colpito. Dei 35mila lavoratori in cassa integrazione oggi, almeno la metà sono del comparto metalmeccanico. Qui è il cuore di questa crisi.

Un momento difficile nel quale il rinnovo separato del contratto non sembra giocare a favore…

Sul territorio a noi pare che si sia di fronte a una spaccatura indotta. Abbiamo iniziative unitarie da portare avanti e lo faremo in uno spirito nel quale prevale il rispetto e la collaborazione.

27 ottobre 2009 Paola Provenzano p.provenzano@varesereport.it
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