Cultura

Premio Chiara, Davide-Soriga umilia Golia-Faletti

Giorgio Faletti

Giorgio Faletti

Grazie al verdetto a sorpresa dei 200 giurati popolari, Flavio Soriga è stato proclamato  supervincitore del Premio Chiara 2009, contro tutto e contro tutti. 34 anni, un metro e sessanta di altezza portati con oroglio, nativo di Uta, in provincia di Cagliari (ma ora vive a Roma), la vittoria è andata alla sua raccolta di racconti “L’amore a Londra e in altri luoghi” (Bompiani). Un applauso del pubblico ha interrotto anzitempo lo spoglio “live” delle schede che stava procedendo alla Sala Napoleonica delle Ville Ponti a Varese. Tutto giocava in questo premio contro questo risultato: la sconfinata popolarità di Faletti, le sue  vendite da capogiro, la pressione del marketing della casa editrice Baldini e Castoldi quando esce un libro del suo autore principale.

Eppure, la giuria popolare ha sonoramente bocciato l’ex comico, prendendosi una bella rivincita anche sui Grandi Lettori del Chiara che, per ragioni ancora oggi del tutto incomprensibili, hanno inserito nel tris dei finalisti il mediocre ed illeggibile “Pochi inutili nascondigli” di Faletti. Con 84 voti Soriga ha tagliato il nastro (“sono felice come se il Cagliari avesse vinto lo scudetto”, ha commentato a caldo), staccando di parecchie misure Faletti (che ha ricevuto 54 voti), ed è andato quasi alla pari con l’esordiente Gaia Manzini, “Nudo di famiglia”, Fandango (48 voti). Neppure sul piano della verve Faletti l’ha spuntata sul piccolo autore sardo: la conversazione simpatica e brillante di Soriga è stata più piacevole delle due-tre cannonate comiche di Faletti (al presidente Galli che non voleva cedergli il microfono, Faletti ha esclamato: “si vede proprio che qui la democrazia regna sovrana”).

A creare uno stacco tra domande fatte dal critico Mauro Novelli e risposte degli autori, e il momento dello spoglio dei voti, ci ha pensato il giovane cantautore Dente, che con la chitarra ha proposto alcune sue canzoncine, leggere e quotidiane.

Al momento della vittoria, Soriga ha riservato al pubblico e ai giurati alcune considerazioni su questi giorni passati in terra insubrica. Parlando della presentazione fatta a

Gaia Manzini

Gaia Manzini

Lugano, ha ricordato di essere “l’unico utese che è andato in Svizzera non per lavorare, ma per ricevere un premio”. Più di un suo lettore pensava di trovare dentro il suo libro alcune, utili istruzioni nel campo dell’amore. “No, in questo campo bisogna seminare dubbi, non ci sono verità definitive”. Quanto al suo libro, Soriga ha ribadito: “E’ un libro a cui voglio veramente bene, al punto che sono stato io stesso a disegnarne la copertina”. Infine, ha svelato un piccolo segreto del successo dei suoi libri: una lettrice molto speciale. “I miei libri li faccio leggere prima di tutti a mia zia Loretta. Se piacciono a lei, tutto il resto è guadagnato”.

Si chiude così quella che, a detta di molti, è apparsa una delle migliori edizioni del Premio Chiara. Con molto pubblico, incontri spesso di alto profilo (e deve ancora arrivare la ciliegina sulla torta, Alberto Arbasino), una giuria popolare che ha dimostrato di sapere il fatto suo. Un bilancio positivo per gli Amici di Piero Chiara, e per quelle istituzioni e quegli enti che hanno dimostrato di credere nel premio e nel estival del Racconto. Istituzioni rappresentate, ieri sera, dallo stesso presidente Dario Galli (Provincia), e dall’assessore Raffaele Cattaneo (Regione). Assente, invece, il sindaco di Varese, Attilio Fontana, a ribadire, ancora una volta, la tradizionale diffidenza di Palazzo Estense verso una manifestazione che cresce e si consolida sempre di più.

26 ottobre 2009 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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