Scuola

Scuole, tutto azzerato. Ma i genitori non ci credono

De Wolf e la Tomassini

De Wolf e la Tomassini

Genitori freddi e diffidenti, al termine dell’intervento più atteso al Consiglio comunale di Varese di ieri sera, quello dell’assessore ai Servizi educativi, Patrizia Tomassini, nell’occhio del ciclone per il provvedimento taglia-scuole. “L’unica cosa che non ho sentito era quella che più mi interessava: non chiudiamo più la IV Novembre”, sale una voce dal pubblico. “E allora?”. “Quindi?”, si chiedono altri genitori di San Fermo intervenuti in gran numero a Palazzo Estense. Una relazione lunga, dalla chiarezza a tratti un po’ ragionieristica, che dà l’impressione di essere stata  limata a lungo negli ultimi giorni, che l’assessore Tomassini legge in piedi, non sollevando mai lo sguardo dai fogli, sotto lo sguardo attento, quasi paterno, del vicesindaco De Wolf.

Ma anche una relazione capace di dire tutto non dicendo nulla. Un intervento deciso a non decidere. Espressioni di rammarico, attenzione per il mondo della scuola, non era nostra intenzione provocare questa tensione, attesa di validi apporti del Consiglio comunale. Ma su ciò che accadrà al sistema scolastico, su ciò che ai genitori interessa davvero, l’assessore non dice nulla. Com’è del resto logico: con le divisioni che ci sono in maggioranza, questa notte ci sarebbe già la crisi aperta.

La parola più nuova è: “un metodo più partecipativo”, al quale da oggi la Giunta intende dare avvio, dando piena attuazione, dice ancora la Tomassini, “ad un metodo di lavoro fondato sul dialogo con il territorio”. Però, però. Come conferma il vicesindaco De Wolf, nessuno dei provvedimenti presentati è stato ritirato, anche se, come dice lui, tutto viene azzerato.

Alessio Nicoletti

Alessio Nicoletti

Cosa accadrà a questo punto, dopo questo stop and go andato avanti per mesi? E’ facile prevedere che la questione resterà congelata a lungo, e quando tutto sarà più tranquillo, si deciderà davvero. Senza troppi giornalisti a fare domande e senza tanti genitori con i cartelli che protestano in Consiglio. Una soluzione che certamente non metta a repentaglio la maggioranza e che faccia rientrare le divisioni. Resta comunque evidente che su questa questione la Giunta si sia mossa spesso in maniera improvvisata, contraddicendo se stessa e cercando il dialogo solo tardivamente. A bocce ferme, il percorso seguito fino ad oggi appare zigzagante, come non dovrebbe accadere quando si decide del futuro di tante famiglie e di tanti ragazzi.

23 ottobre 2009
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