Cultura

Scrittori veri al Chiara (non come Faletti)

Antonio Scurati

Antonio Scurati

A differenza di Faletti, prescelto tra i finalisti del Premio Chiara e quasi certamente già vincitore in pectore, pur grazie ad un mix di racconti abborracciato e alquanto scadente, ora al Festival del racconto legato al Chiara arrivano due scrittori veri. Parliamo di Massimo Carlotto e Antonio Scurati, diversissimi quanto a scrittura e genere letterario, ma che in entrambi i casi hanno già offerto numerose prove del loro talento d’autori. Questa sera, mercoledì 21 ottobre, ore 21, presso Villa Recalcati, Massimo Carlotto sarà intervistato dal giornalista Mauro Gervasini, e presenterà l’ultimo, attesissimo volume di Carlotto, “L’amore del bandito” (Edizioni e/o). Una storia di malavita, un noir dove si intrecciano i destini di vecchi e nuovi gangster in un mondo dove le regole di un tempo non esistono più. Solo il passato torna sempre a chiedere il conto. Si potrà così parlare con il “papà” di un personaggio misterioso e affascinante come l’Alligatore, al quale lo scrittore ha dedicato un ciclo. Domani, invece, giovedì 22 ottobre, sempre alle  21 e nello stesso luogo, Antonio Scurati sarà intervistato dalla giornalista Laura Balduzzi, e presenterà il volume “Il bambino che sognava la fine del mondo” (Bompiani). Una giostra vorticosa di realtà e finzione, di cronaca e autobiografia, che lentamente si trasforma in una perfetta descrizione della genesi delle isterie collettive nel mondo contemporaneo. In questo impegnativo romanzo, i media generano i mostri di cui si nutrono, al punto che neanche lo sguardo lucido e implacabile dell’autore-protagonista riesce più a riconoscere i frammenti vaganti della realtà in frantumi. Scurati è salito agli onori della cronaca per una polemica non da signorine con Tiziano Scarpa, vincitore dello Strega (Scurati arrivò secondo).

21 ottobre 2009
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