Scuole

Non è che l’assessore Tomassini sta diventando come Malaussène?

Patrizia Tomassini

Patrizia Tomassini

Oggi l’assessore ai Servizi Educativi del Comune di Varese, Patrizia Tomassini, che qualcuno già descrive come ex assessore, ha incontrato i genitori della scuola IV Novembre di San Fermo, ultima puntata di un tentativo di rasserenare il clima dopo le polemiche di fuoco di questi giorni. A questo punto appare chiaro che tutti prendono tempo e che i due documenti (quello prima e quello dopo la riunione di maggioranza) cammineranno parallelamente fino ad una decisione finale della Giunta che appare sempre più incerta e lontana. Ma come si è visto nell’ultima seduta di Consiglio, il grande scontro sulle scuole lascia apparire, alle proprie spalle, anche altre tensioni, altre fibrillazioni. Il sindaco Attilio Fontana, in un intervista, ha evocato “chi preme per le scelte estreme” che dovrebbe “avere il coraggio di prenderle e di assumersene le responsabilità”. Il primo cittadino non fa nomi e cognomi, ma è impossibile non pensare alle tante assenze, all’ultimo Consiglio, proprio tra i banchi dello stesso Carroccio. Chiunque abbia un po’ di memoria storica, la sfortuna politica del predecessore di Fontana, Aldo Fumagalli, iniziò proprio quando vennero alla luce i primi segnali di scollamento proprio tra sindaco e il suo stesso partito. Dunque? Nonostante le polemiche e il polverone sul fronte-scuole, è evidente che c’è ben di più oltre alle scuole. E c’è il rischio che l’assessore Tomassini rischi di recitare il ruolo di quel famoso personaggio dello scrittore Pennac, Benjamin Malaussène, che di professione faceva il capro espiatorio. Parliamo di scuole, di verticalizzazione e di accorpamenti, ma il nocciolo sta altrove. Magari proprio nel rapporto tra il sindaco e i consiglieri lumbard.

19 ottobre 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi