Varese

Il presidente Galli all’attacco del burqua

Donna col burquaIl presidente della Provincia di Varese, l’ingegner Dario Galli, scende in campo, lancia in resta, per dare dell’irresponsabile al viceministro D’Urso che propone l’ora di Islam in classe. Galli parla della “pericolosità di queste proposte”. E poi insiste: “Abbiamo già tanti problemi da risolvere, non aggiungiamone altri per puro spirito masochistico”. Ma cosa teme Galli? Una sorta di integrazione al contrario. “Riteniamo che chi viene qui – ribadisce il presidente lumbard -, debba venire con l’idea di integrarsi in questa realtà. Integrazioni di tipo diverso e tendenti cioè a far diventare il nostro Paese un’altra cosa, evidentemente, non ci interessano”. A dire il vero, ipotesi alquanto singolare dato che, come dice lo stesso Galli, “i musulmani presenti nel nostro territorio, oggi, sono meno del 5 percento della popolazione”. Un po’ difficile che la cultura islamica diventi preponderante a queste condizioni. Siamo alle solite: analisi superficiali, conclusioni grevi. “Quando i musulmani arriveranno a essere il 15 percento, il Vice Ministro Urso proporrà il burqa facoltativo? E quando saranno il 25 percento lo renderà obbligatorio?”. Ma guardiamoci in faccia, guardiamo i problemi comuni, pensiamo alle differenze e, dopo avere fatto tutto questo, riponiamo frecce e lance. Continuare a trattare tutti i musulmani, indiscriminatamente, come soggetti pericolosi, non fa un buon servizio alla pace e alla sicurezza del territorio, uno dei temi che dovrebbero stare tanto a cuore al Carroccio. A questo l’ingegner Galli dovrebbe dedicare una riflessione supplementare.

19 ottobre 2009
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