Varese

Il Palazzetto, un grande incompiuto

Pala_ignisLa Pallacanestro Varese si danna l’anima per recitare al meglio sulla scena della massima divisione nazionale. Peccato che non sia così  per la struttura che ospita gli incontri a Varese, il Palasport di Masnago. Che presenta il suo peggio sui lati ovest e nord della struttura, quelli del mai completato ampliamento. Il cantiere è lì fermo dal 1995: qualche alberello fa capolino dalle luci aperte tra  le campate gettate, coperte e non più finite, muri innalzati alla bell’è meglio in grezzi  blocchi  di cemento si sgretolano dando la sensazione della più indecente delle incurie, i gradini delle scale di accesso alle porte di ingresso e i relativi camminamenti sono  ormai in stato avanzato di decomposizione e mostrano qua è là l’ordito in ferro. Tra una scalinata e l’altra  occhieggia qualche tentativo mal riuscito di aiuola che dà più acuto il senso di morte che la struttura evoca. Report non meno sconsolati ci giungono dalle viscere della struttura ormai fastiscente e al limite della presentabilità: basti pensare che qualche tempo fa una perdita segnalata e mai  riparata all’impianto idrico portò alla esposizione di una bolletta (mai onorata se capiss, tanto paga la comunità) a sei zeri. Se si voleva erigere un monumento alla  devastazione degli appalti  pubblici stile prima Repubblica si è riusciti nell’impresa. I 12 miliardi di vecchie lire in gran parte gettati alle ortiche tra il 1989 e il 1995 sono ben testimoniati dal grande incompiuto. Ben consci del fatto che le casse comunali languono di un languore pre-mortale mancando ogni preventivabile soccorso finanziario  che non sia quello di non augurabili cataclismi naturali (sui quali, comunque, il buon Bertolaso lesina), essendo il bonus dei Mondiali di ciclismo già ampiamente speso, e non essendo la nostra città in concorrenza per l’assegnazione dei giochi Olimpici, ci chiediamo se una modesta ripulitura della struttura e una messa in sicurezza delle scalinate e  dei camminamenti non sia alla portata dei manutentori comunali. Il Pilla, Cecco, Max and Company manutentori di una onesta squadra di provincia che fa di tutto per  recitare la sua parte nel modo più dignitoso possibile non si meritano un siffatto teatro. E insieme a loro il pubblico, i giornalisti, le squadre ospiti e perché no, il buon avvocato Oldrini, il sindaco più amato dalla città cui è dedicata una struttura che è un biglietto da visita oggi  impresentabile.

18 ottobre 2009 Andrea Bortoluzzi redazione@varesereport.it
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