Cultura

Duemilalibri, due settimane per un programma deludente

Emanuele Filiberto

Emanuele Filiberto

Sembra ormai un’inevitabile necessità che ogni Amministrazione comunale si faccia una propria rassegna di libri. E’ vero: da qualche tempo si parla di sinergie, collaborazioni, convergenze parallele. Ma non c’è niente da fare: quella di fare da sé, quella di occupare la scena, è una logica dura a morire. Con l’effetto conseguente, che spesso si finisce per privilegiare la quantità sulla qualità, con autori e libri poco più che modesti. Il Comune di Varese è stato messo sulla graticola per l’ultima edizione di Amor di libro: a fronte di una spesa non indifferente, una manifestazione vecchia, senza colpi d’ala, scontata. Ma anche Gallarate  e la sua manifestazione “Duemilalibri”, un cartellone di appuntamenti dal 17 al 30 ottobre, non sembrano proporre incontri molto azzeccati. Ad inaugurare  la rassegna, domani alle 18.30, ci sarà addirittura Emanuele Filiberto di Savoia, che è difficile considerare uno scrittore di fama, anche se è apparso un ottimo showman televisivo. Domenica 18, alla stessa ora, arriva Filippo Facci, ex berlusconiano pentito, che presenta la sua biografia (datatissima e discutibile) su Antonio Di Pietro. Non mancano neppure “I segreti della Sistina” dello studioso americano Roy Doliner, letteralmente smontato, in un’epica puntata televisiva di “Enigma” di Corrado Augias, da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani. Ma non è finita qui: alla manifestazione gallaratese arriverà un bel gruppetto di personaggi super-belusconiani, dal giornalista Paolo Liguori (il 20 ottobre), con il suo libro sull’Irpiniagate, che ripropone l’inchiesta, apparsa sul berlusconiano “Il Giornale”, relativa all’impero dell’allora potente Ciriaco De Mita (un dilettante rispetto a chi è venuto dopo), al giornalista Mario Cervi (il 21 ottobre, con il libro “Gli anni di piombo”),  ex vice del grande Montanelli, che lo seguì a “La Voce”, per poi tornare alla direzione de “Il Giornale” dopo l’uscita di scena di Feltri. In cartellone, il 22 ottobre, viene proposta Chiara Zocchi con il suo romanzo “Olga”(ma è un libro del 1996!) e lo strapresentato ovunque Marco Alfieri, con il saggio “La peste di Milano” (il 25 ottobre). Un programma, insomma, che non appare particolarmente accattivante, inedito, capace di aprire nuove prospettive o di proporre autori più “politicamente scorretti”. Forse ciò che si attendono tanti lettori, silenziosamente, quando sfogliano i programmi di queste manifestazioni che proprio a loro si rivolgono.

16 ottobre 2009
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Un commento a “Duemilalibri, due settimane per un programma deludente

  1. Zobi il 26 ottobre 2009, ore 15:48

    Condivido in pieno. In particolare non capisco che senso abbia creare un calendario fitto di eventi, quando poi alcuni incontri sono veramente di scarso profilo. La scelta più assurda (direi ben oltre la linea rossa del ridicolo) è stata quella di Emanuele Filiberto, che io amo ricordare come assaggiatore di sottaceti.
    In positivo cito l’incontro organizzato dal Cai e dalla rivista Alp con protagonisti di primo piano dell’alpinismo italiano: una serata pensata non solo per una nicchia di appassionati, un evento che in effetti ha attratto molto pubblico anche di semplici “curiosi” della montagna

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