Arte

Anche grazie a Varese, i cinesi potranno ammirare Caravaggio

S. Francesco in meditazione

S. Francesco in meditazione

Nei mesi scorsi si è fatto un gran parlare di una mostra varesina su Caravaggio. Un’iniziativa sul celebre pittore bergamasco che, secondo indiscrezioni, avrebbe visto l’interessamento del ministro Maroni. Una notizia subito smentita come infondata dal sindaco Attilio Fontana, ma che mise in allarme i politici bergamschi, ai quali non dava proprio giù che una mostra sul celebre maestro fosse ospitata a Varese e non nella sua città natale in occasione dei 400 anni dalla morte. Protestarono sia il presidente della Provincia Ettore Pirovano, già sindaco e vicesindaco di Caravaggio, sia il sindaco leghista Giuseppe Prevedini. Ora la cosa è sicura: una bella mostra con opere del pittore sarà ospitata al Castello di Masnago. Avrà per titolo “Caravaggio? L’enigma dei due San Francesco”, ed è programmata alla sede dei Civici Musei dal 7 novembre 2009 al 10 gennaio 2010. A curarla sarà la milanese SO GE COM (Società di Gestione e Comunicazione), e porterà da Roma due tele quasi identiche raffiguranti entrambe “San Francesco in meditazione” ed attribuite a Caravaggio. Su tali opere,  restaurate qualche anno fa da Rossella Vodret, è stata formulata dalla restauratrice una ipotesi circa l’autenticità dell’uno e la non autenticità dell’altro (attribuito invece ad un pittore di scuola caravaggesca), ma altri autorevoli studiosi la pensano diversamente. Si tratterà di una mostra itinerante, che vede tra i suoi sponsor Finmeccanica, Poste Italiane, Ina Assitalia e Montenovi Trasporti, con il patrocinio del Ministero dell’Interno e del Comune di Varese: il 28 ottobre la “prima”, appunto, al Viminale, cioè la “casa” del ministro varesino Maroni, e poi l’arrivo al Castello di Masnago. Ma non è finita qui: la mostra approderà anche all’Expo di Shanghai 2010, portando per la prima volta Caravaggio in Cina. Un fatto importante, per il quale anche Varese può attribuirsi un piccolo merito.

15 ottobre 2009 Andrea Giacometti direttore@varesereport.it
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2 commenti a “Anche grazie a Varese, i cinesi potranno ammirare Caravaggio

  1. ruggero dimiccoli il 2 novembre 2009, ore 01:25

    Aggiungo questo commento all’altro inviato sul tema del vostro altro poco benevolo articolo.
    Anche qui c’e’ un difetto di informazione, dove citate i politici bergamaschi che sarebbero stati in allarme per la mancata ospitalita’ della mostra nella citta’ natale del pittore, appunto Caravaggio.
    Purtroppo Caravaggio e’ nato a Milano, ed il soprannome deriva dal fatto che la sua famiglia faceva parte della Corte dei Marchesi di Caravaggio. Potremmo dire Michelangelo Merisi, il milanese detto Caravaggio.
    Tanto per la precisione, che non e’ male quando si scrive.

    Cordialita’.

    Ruggero Dimiccoli

  2. ruggero dimiccoli il 2 novembre 2009, ore 01:35

    Altra precisazione. Oltre a Rossella Vodret, si sono espressi, con parere contrario al suo importanti storici dell’arte quali Roberto Longhi, uno dei padri della storia dell’arte del secolo scorso, Mina Gregori, Presidente della Fondazione Longhi di Firenze, che possiede un altro doppio di Caravaggio, il “Ragazzo morso dal ramarro” la cui asserita copia fa parte della collezione permanente della National Gallery di Londra. E ancora, dello stesso parere di Longhi e Gregori, Keith Christiansen, curatore del settore arti figurative europee del Metropolitan Museum di New York.
    Come vede, caro direttore, l’argomento e’ vasto ed approfondito, e merita una valutazione forse piu’ attenta dell’equazione: due quadri = mostra mediocre.
    Senza disappunto ma per la precisione, la saluto cordialmente.

    Ruggero Dimiccoli

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