Scuola

Scuole di quartiere, riparte la protesta

La IV Novembre

La IV Novembre

Riorganizzazione delle scuole cittadine, un problema ancora aperto. Anzi, spalancato, a sentire i genitori che la riunione di maggioranza avrebbe dovuto tranquillizzare. Un problema apertissimo per ragazzi, genitori e insegnanti di San Fermo, che hanno incontrato il Provveditore. Non può tranquillizzare la scelta del Comune, dicono questi genitori, che ha deciso di chiudere la IV Novembre e smembrarla, metà alla Don Rimoldi e metà alla De Amicis di Valle Olona. Ma anche i genitori della Foscolo di Bosto non si sentono tranquilli e prendono la parola. In una lettera agli organi di informazione locale, ribadiscono le loro ragioni. Se entro un anno la Foscolo non avrà i numeri per una nuova prima, allora si abbasseranno le saracinesche. Una decisione che, alle orecchie dei genitori, suona come un vero e proprio “ultimatum a breve scadenza”. “Parliamoci chiaro – scrivono genitori e insegnanti della Foscolo -: se agli adulti non piace trovarsi in situazioni di “precarietà” (esempio: contratti di lavoro a termine), figuriamoci se gradiscono porre i propri figli di 5 o 6 anni in situazioni analoghe (un anno in una scuola: e il prossimo?)”. E toccano il vero punto quando dicono che sono genitori “che si trovano in una situazione di totale assenza di programmazione a lunga scadenza”. Una richiesta perentoria viene da Bosto: “E’ assolutamente necessario che questa Amministrazione Comunale prenda atto delle realtà e delle esigenze cittadine avviando una nuova era di dialogo. La condivisione dei presupposti e degli obiettivi delle scelte chiave per la città è l’unico modo, in questo nuovo scenario di mobilitazione che si è venuto a creare, per evitare il caos”.

13 ottobre 2009
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Un commento a “Scuole di quartiere, riparte la protesta

  1. genitori foscolo il 13 ottobre 2009, ore 18:56

    Ringraziamo la Redazione per aver preso in considerazione il nostro comunicato, lo spirito del quale era comunque prevalentemente quello di esternare la soddisfazione per il risultato ottenuto, l’impegno per mantenerlo e la solidarietà alle altre scuole. Il senso di precarietà, che pure ci ha colti era solo uno degli aspetti che volevamo sottolineare.

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