Varese

Ricompare a Varese il famigerato “Mein Kampf” targato “La Lucciola”

IMG_0648E’ come la mitica figura dell’Araba Fenice, l’essere che rinasceva dalle proprie ceneri, il famigerato “Mein Kampf” (“La mia battaglia”) di Adolf Hitler, pubblicato dalla sconosciuta casa editrice varesina “La Lucciola”. Un’edizione salita due anni fa agli onori della cronaca perchè ritirata dalle librerie romane della Stazione Termini e Tiburtina in seguito alle indignate proteste della martoriata comunità ebraica romana. Un’edizione che, all’improvviso, è ricomparsa, ma questa volta a Varese. Una pila di questi volumi è comparsa sui banchi del tendone che vende libri scontati nella centralissima piazza Repubblica di Varese, davanti al centro commerciale Le Corti, al modico prezzo di 6 euro e 20 centesimi. Stessa copertina rossa sovrastata dalla terrificante croce uncinata, stessa quarta di copertina con il ritratto del carnefice Adolf Hitler sopra allo slogan “Ein Volk, ein Reich, ein Führer”. Un’edizione che riporta solo il testo del delirante manifesto nazista, senza commenti, senza introduzione, senza la minima presa di distanzacritica dal delirante documento. Un testo pericoloso, soprattutto in un momento in cui anche a Varese tornano a farsi vive forze politiche di chiara impronta neofascista.

13 ottobre 2009
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2 commenti a “Ricompare a Varese il famigerato “Mein Kampf” targato “La Lucciola”

  1. franco giannantoni il 13 ottobre 2009, ore 20:50

    Caro Direttore, ogni giorno una notizia che fa rabbrividire. Adesso il libro di Hitler, in vendita, in piazza, su una bancarella, ad un prezzo stracciato, senza un commento in una sfida sfrontata nella città che ingoia tutto senza fare una piega. Come per Casa Puound nessuna voce si è alzata sinora a denunciare lo sfregio. Scriversi addosso serve a poco ma perchè rinunciare mentre il “ghe pensi mi” del primo ministro pronunciato ieri a Monza suona sinistro? Un cordiale saluto, Franco Giannantoni

  2. Anna Clorizzo il 21 giugno 2010, ore 21:06

    Io non trovo affatto il Mein Kampf un testo delirante, sarebbe il caso di leggere la edizione integrale e non la versione ridotta de la lucciola edizioni, per poter dire dove e quanto sia delirante, e dove invece e quanto sia un testo (storicamente contestualizzato) ispirato e persino in parte condivisibile. Non è un manifesto contro gli ebrei, è un libro di ampio respiro che non contiene solo cose perniciose. Chi si scandalizza è ridicolo, perchè il vero scandalo non viene dalla conoscenza. Non si può continuare a insultare e basta, ridicolizzare Hitler funziona con gli ignoranti, per esempio la storia dell’imbianchino, peccato che Hitler non abbia mai fatto nè l’imbianchino nè il muratore… Ma nei libri di storia ai giovani si racconta questo e non che Hitler era invece un pittore di strada, perchè povero ai margini della società, che purtroppo per chi vorrebbe pure che fosse stato un cretino, dipingeva molto meglio di tanti docenti di disegno nelle accademie di belle arti italiche. Insomma, che democrazia è una che censura documenti e storia?

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