Politica

Casa Pound mette radici a Varese. Sempre più pericolo nero

Il marchio di Casa Pound

Il marchio di Casa Pound

Mentre si celebrava a Varese l’anniversario dell’Ottobre di sangue, ecco che Casa Pound è rispuntata in città, sabato pomeriggio, nella centralissima Piazza Monte Grappa. Motivo della presenza un presidio dal titolo “Difendi la tua sete”. Quale l’obiettivo? Raccogliere firme per realizzare “Case dell’acqua”, distributori automatici di acqua. Un’iniziativa come tante, ma anche un modo per farsi conoscere e uscire in pubblico. Dopo l’iniziativa, firmata da Casa Pound, che aveva appeso mutande davanti alle banche a Varese, ecco che dopo poche settimane ritornano i militanti di estrema destra, impegnati a mettere radici anche a Varese. Chi sono? Esemplare il sito internet di Casa Pound Italia, la casa madre di questa realtà che coniuga temi sociali e radici politiche nere. Ecco cosa si legge: “CASAPOUND ITALIA non è un partito politico, ma una associazione che si propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il  patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio”. E’ sufficiente per nutrire qualche timore circa la vita democratica in città?

11 ottobre 2009
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5 commenti a “Casa Pound mette radici a Varese. Sempre più pericolo nero

  1. franco giannantoni il 11 ottobre 2009, ore 23:05

    Caro Direttore, la tragica sensazione è che Casa Pound, e ogni altra organizzazione filo fascista o filo nazista, a Varese abbia la strada spianata. E’ come una lama che affondi il burro. Da sempre. Il germe è dentro la società e oggi emerge con virulenza proprio mentre si affermano i disvalori di una cultura che mira solo al potere per il potere. L’indignazione perde il suo valore, emarginata nelle coscienze di quei cittadini onesti che hanno radici profonde nella Costituzione repubblicana. La sinistra del resto tace od è silente, preoccupata di perdere o non raccattare una manciata di voti moderati che poi regolarmente non riceve. La maggioranza del Paese è a destra, schierata con chi garantisce due carte vincenti: impunità ed illegalità. E allora le varie Case Puond alzano la loro testa e piazzano i loro colpi pubblicitari nella distrazione generale. Eccezion fatta per la tua voce che è benemerita ma che credo duri parecchia pena a battere la retta via nella fitta schiera di chi regge strumentalmete la coda a lor signori. Franco Giannantoni.

  2. Ezio Riboni il 12 ottobre 2009, ore 10:58

    Purtroppo la tradizione storica filofascista di questa città continua, dal 28 marzo 1974 quando in Piazza Maspero a Varese lo scoppio di un ordigno aveva ucciso, poco prima dell’apertura del mercato, un ignaro fiorista, fino ai neonazisti da stadio che espongono simboli delle SS( come sa bene il caro Franco Giannantoni che ha scritto diversi libri sull’argomento) con l’indifferenza di quasi tutti. Quell’ indifferenza che rende complici.
    Quindi l’unico modo è continuare ad informare come fa lei, direttore, e per questo la ringrazio.

  3. Gabriele Bardelli il 14 ottobre 2009, ore 08:39

    Cortese Direttore,
    Sono Gabriele Bardelli responsabile locale di CasaPound Italia. Quell’associazione che in una mattinata di ottobre in meno di tre ore ha raccolto un centinaio di firme per un’iniziativa “come tante”. Mi preme in tutta onestà chiarire, a lei ed ai suoi lettori, alcune cose sulla nostra Associazione, chiarimenti che spero avrà la bontà d’animo di pubblicare, non fosse altro per un qualche residuo di etica giornalistica.
    In primo luogo, CasaPound a Varese esiste da piu’ di un anno, 400 giorni durante i quali, abbiamo presentato proposte di legge a sostegno dei genitori lavoratori (progetto Tempo di Essere Madri), distribuito gratuitamente centinaia di chili di pane come atto simbolico contro la crisi economica, raccolto quintali di aiuti per le popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto, sostenuto con uomini e mezzi il nostro Campo base nelle terre fraterne colpite dal sisma, manifestato in sostegno dei lavoratori Alitalia e al fianco dei cittadini strozzati dalla crisi economica il Natale scorso. E’ dunque chiaro che non siamo nati con l’azione delle banche o con un banchetto “qualsiasi”, per correttezza devo pero’ ammettere di essere pari, nessuno di noi sapeva nulla dell’esistenza di cotanta testata giornalistica prima di oggi, palla al centro come si suol dire. Vorrei poi spendere due parole sul concetto di estrema destra, in futuro qualora si sentisse ancora di trattare l’argomento CasaPound per correttezza sarebbe piu’ appropriato usare il termine EstremoCentroAlto ( qui una chiara spiegazione http://ideodromocasapound.org/index.php?option=com_content&view=article&id=114:casapound-italia-per-lestremocentroalto&catid=52:pendieri-di-casapound ).Termine che certamente ci identifica al meglio, al contrario del giornalistico e vetusto concetto di estrema destra, concetto col quale nulla abbiamo a che spartire.
    Per quel che riguarda poi l’opportunità o meno di esser ascoltati dalle istituzioni, ho come l’impressione che non sia suo compito stabilirlo, CasaPound non chiede permesso, non attende conferme d’agibilità prima di esistere, noi siamo quel che facciamo. Siamo stati in piazza a raccogliere firme per chiedere l’installazione di distributori automatici di acqua per la cittadinanza ed i cittadini ci hanno premiato col loro consenso, ci saremo ancora per parlare di banche ed in futuro parleremo di cio’ che riterremo piu’ opportuno, lo faremo sempre col sorriso e con una certa dose d’ironia il tutto, chiaramente, senza la sua preventiva autorizzazione, spero comprenderà.
    In merito poi ai suoi dubbi sulla vita democratica della città non le nego di essere d’accordo con lei, ma tra chi va in piazza a raccogliere firme per petizioni e chi vorrebbe che fosse negata l’agibilità politica ad una parte politica diversa dalla propria, penso che il rischio risieda piu’ nella seconda che nella prima.
    Simpaticamente
    Gabriele Bardelli
    CasaPound Italia Varese

  4. Abe il 14 ottobre 2009, ore 10:38

    Sia nell’articolo che nei commenti si denotano una serie di pregiudizi assurdi. Percaso qualcuno di lor signori si è mai informato direttamente su CasaPound e le sue iniziative sociali? Sono sicuro che la risposta è no.
    La vostra tolleranza è, come sempre, solo a parole, peccato, per voi, che la gente oggi ha occhi per vedere, orecchie per sentire ed un cervello per ragionare.
    Buona fortuna.

  5. nicola giannini il 15 febbraio 2010, ore 16:34

    dal tono dell’intervento del resposabile di casapound varese , e dal suo contenuto, purtroppo si evince che i timori circa la vita democratica a varese sono più che fondati…..aimè

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