Varese

La storia del giovane pretino che salvò Varese

home1_01Dato che domani è prevista la parte più solenne delle celebrazioni del 65° Ottobre di sangue varesino, con una messa e un corteo per le vie cittadine, abbiamo deciso di raccontarvi una bella storia sulla Resistenza che vede protagonista un giovane pretino dalla schiena diritta e dal grande coraggio. Si deve infatti a don Luigi Locatelli la fine del giogo nazifascita in città senza spargimenti di sangue. Canonico della basilica di San Vittore, don Luigi fu interpellato dal Cln-Alta Italia per condurre le trattative in vista della  resa degli occupanti tedeschi. Come ci anticipa lo storico varesino Franco Giannantoni, che su questa storia sta lavorando ad una pubblicazione che vedrà la luce il prossimo 25 aprile, don Luigi fu chiamato dal presidente socialista del Cln, l’ingegner Camillo Lucchina, il quale gli domandò se se la sentisse di trattare con i tedeschi. “Non abbiamo trovato nessun altro disponibile a condurre questa missione, che certamente presenta non pochi pericoli”. Il pretino non ci pensò due volte e accettò, pur sapendo che poteva mettere a repentaglio la sua vita. Aveva però bisogno di un interprete e la sua scelta cadde su Albert Lange, segretario del Partito Nazista di Varese. Con Lange il pretino rappresentante del Cln si recò al Comando tedesco di Varese, dove fu ricevuto dal maggiore Anton Lebherz, nella vita civile un professore, con cinque figli, di fede cattolica. Un incontro che avvenne il 14 aprile 1945, con una città e un territorio circostante in cui le fabbriche erano entrate in sciopero, in attesa della spallata finale. La prima cosa che disse il maggiore tedesco era che i fascisti non dovevano sapere nulla. Poi gli incontri segreti proseguirono, mentre il clima si faceva sempre più teso e violento. Furono stabilite le condizioni della resa, tra cui la possibilità per le truppe tedesche di raggiungere la Svizzera e che fossero rispettati i beni dei tedeschi residenti sul nostro territorio. Due condizioni che portarono alla liberazione di Varese senza inutili stragi. Mostrò grande coraggio, don Locatelli, nei confronti dei tedeschi. Ma non è dato a sapere abbia mai comunicato la sua missione al prevosto di San Vittore, monsignor Proserpio. Il pretino coraggioso è morto nel 1978, ma certamente pochi, tra quelli che si andavano a confessare da lui, sapevano che avevano di fronte un eroe vero.

10 ottobre 2009 - Andrea Giacometti - dierettore@varesereport.it
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