Varese

Teatrino Gianni Santuccio, dal Vellone al Vellone

Il Teatrino Santuccio

Il Teatrino Santuccio

Il Teatrino Santuccio di via Sacco è un piccolo gioiello di Varese, se guardato dall’esterno. Grazioso, ha la forma di un piccolo anfiteatro, è in pieno centro cittadino. Eppure, se ci si entra dentro, l’acustica è difettosa, le gradinate sono scomode, e finora è stato utilizzato poco e per iniziative modeste. C’è poi un’aggravante: nonostante il Santuccio sia uno spazio decisamente marginale nella vita culturale cittadina, relegato a qualche spettacolo o a qualche presentazione di libro, costa una bella somma al Comune di Varese, che paga l’affitto ad una società privata. Per il Teatrino, inaugurato il 14 dicembre 2007 con l’intervento di Vittorio Feltri, il Comune di Varese paga ogni anno, alla società Fivar che ne è la proprietaria, una pigione di 42.500 euro più Iva, oltre a coprire le utenze di gas, acqua ed elettricità, manutenzione ordinaria e straordinaria. Una spesa a fronte della quale il Comune si garantiva almeno una ventina di utilizzi annui. Il Teatrino è stato gestito per più di un anno dall’Associazione culturale Il Vellone, presieduta dal giornalista Gianluigi Paragone, alla quale era stato affidato senza nessuna gara. Dopo che il presidente del Collegio dei revisori, interpellato in un’interrogazione, ha raccomandato di fare una gara, la gara è stata fatta. Ora è dato a sapere che la gara è stata vinta dall’Associazione Il Vellone. Non si conoscono le ragioni che hanno portato la commissione tecnica ad aggiudicare questa vittoria (ma siamo certi che tutto sarà spiegato, al più presto, con la massima trasparenza, dal Comune). Resta il problema che, fermi restando gli alti costi della struttura a carico di Palazzo Estense, la programmazione non subirà certo un colpo d’ala, essendo stata riaffidata a chi l’ha gestita finora con risultati piuttosto modesti.  La gara pubblica poteva, invece, essere un’occasione per rilanciare la programmazione, renderla più vivace e interessante, giustificando maggiormente la cospicua spesa a carico del Comune. Magari anche lasciando aperto il bando più a lungo, e non solo poco più di un mese, come è accaduto, tra luglio e settembre. Forse questo avrebbe allargato anche il ventaglio dei partecipanti e creato una vera competizione.

6 ottobre 2009
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