Cultura

Batte al Premio Chiara il grande cuore della Nanda

IMG_0482Una stagione di grandi ideali e grandi sentimenti, quando la “meglio gioventù”  scendeva nelle piazze di tutto il mondo per dire il suo no alla guerra. Era l’età del Vietnam e del pacifismo, di Bob Dylan e di Jack Kerouac, gli anni più amati da Fernanda Pivano, la Nanda, che traduceva gli autori americani della Beat generation. Un universo evocato a Villa Recalcati, con musica, immagini e vecchi filmati, alla prima serata del Festival del racconto legato al Premio Chiara, dalla voce e dalla chitarra di Giulio Casale, che senza dubbio ha segnato il punto più alto della serata dedicata a Fernanda Pivano, giudice del Chiara nelle prime quattro edizioni. Il cantautore ha presentato alcuni sorprendenti frammenti del suo nuovo lavoro di teatro-canzone, dedicato ai “Diari” della Pivano, e che presto debutterà al Piccolo di Milano. Una fitta trama di canzoni e testi, in cui il cerchio aperto da Bob Dylan si chiude idealmente con Fabrizio De Andrè. Di quest’ultimo Casale ha interpretato due brani del disco dedicato all’Antologia di Spoon River, proponendo una versione da brividi per sola voce e chitarra acustica. Alla serata del Chiara sono apparsi più spenti gli interventi di Antonio Troiano, giornalista del “Corriere della Sera”, e del collaboratore della Pivano, Enrico Rotelli. Da parte sua, Elisabetta Sgarbi, direttore editoriale Bompiani e direttrice della “Milanesiana”, ha ricordato, come caratteristiche della Pivano, “una grande curiosità per i giovani autori e un grande entusiasmo per la vita”.

4 ottobre 2009
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Un commento a “Batte al Premio Chiara il grande cuore della Nanda

  1. carlo zanzi il 4 ottobre 2009, ore 15:48

    ringrazio il direttore per aver scoperto e mandato a varese giulio casale..dopo averlo sentito, direi che è soprattutto un cantante più che uno scrittore, una voce stupenda…una perla nella prima serata del Chiara

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