Arte

Si aprono le porte di Casa Pogliaghi al Sacro Monte. Ma solo per i partecipanti ad un convegno svizzero

Ludovico Pogliaghi

Ludovico Pogliaghi

Forse la cabala ci ha messo lo zampino, forse qualche strana coincidenza astrale ha fatto la sua parte. Ma domenica 11 (ottobre), alle (ore) 11, un piccolo-grande evento si verificherà a Varese. Dopo anni che ciò non accade, sarà varcato il portone della Casa-Museo di Lodovico Pogliaghi sul Sacro Monte di Varese. Un vero e proprio evento, dato che questo gioiello architettonico e artistico è da tempo chiuso al pubblico a causa di una ristrutturazione infinita. Sarà lo stesso presidente della Fondazione Pogliaghi, Giuseppe Battaini, ad accompagnare i fortunati visitatori che potranno assaporare il gusto di percorrere la casa creata dal geniale artista che, per limitarci alla sola Varese, al Sacro Monte eseguì l’Altare Maggiore ed il Battistero del Santuario, restaurò alcune Cappelle della Via Sacra, allestì il Museo del Santuario, curandone l’integrazione con la collezione Baroffio. Chi saranno i privilegiati visitatori? Un piccolo gruppo di studiosi provenienti da varie parti d’Europa, esponenti di musei e di università prestigiose, esperti provenienti da istituti svizzeri di Zurigo, Aarau, Ginevra, Friburgo, Neuchâtel, Winterthur, ma anche da Gent, Pamplona, Roma, Berlino, Venezia, Kiel e Varsavia. Studiosi ed esperti che parteciperanno ad un serissimo convegno scientifico dedicato alle case d’artista adibite a museo, promosso dall’Associazione svizzera degli storici e delle storiche dell’arte, in collaborazione con il Museo Vincenzo Vela di Ligornetto, sede del convegno e casa-museo dello scultore Vincenzo Vela (1820-1891). Un’occasione per approfondire un tema affascinante, ma anche un’opportunità per tornare a scoprire Pogliaghi, un grande personaggio che finora è stato spesso oggetto di studi e approfondimenti di pochi, perseveranti cultori della materia, o di rassegne organizzate da intelligenti e isolati galleristi privati.

2 ottobre 2009
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