Cinema

Sdogana il documentario, la neonata associazione culturale “Free Zone” di Varese. Finalmente

Fantoni Minnella

Fantoni Minnella

Fa sul serio “Free Zone”, l’associazione culturale fondata dal critico cinematografico Maurizio Fantoni Minnella a Varese. Un’associazione che esprime la propria filosofia nel proprio nome, tratto da una pellicola di Amos Gitai: “Free Zone” è la terra promessa, la terra del dialogo e della relazione, dell’ascolto e dell’intesa reciproca, pur nelle differenze. Un nome e un programma ambiziosi, che riguardano soprattutto una forma di cinema ritenuta (assolutamente a torto) minore: il documentario. Come spiega Fantoni Minnella, “siamo nati per promuovere eventi culturali su questo territorio e non solo. Ma la nostra attenzione si rivolge soprattutto al cinema e, in particolare, a quegli autori di documentari che puntano alla qualità e all’impegno, esprimendosi esclusivamente nella forma del documentario”. Tra le iniziative lanciate dalla neonata associazione, un’importante Rassegna sul cinema latinoamericano, organizzata in collaborazione con la Fondazione Casa America di Genova, una bella collaborazione con il Museo Luzzati di Genova e, alla Sala Urano del Miv, di cui Fantoni è direttore artistico, la “Settimana del Documentario. Rassegna Festival dell’altro cinema”, organizzata dal 22 al 25 ottobre. A questo si aggiungeranno presto anche un archivio e una biblioteca sèecializzata. Una scelta, quella del documentario, che segue il progetto di rilanciare a Varese il cinema d’animazione (con il festival “A-Tube”), due forme della Settima Arte che, finalmente, anche nella città giardino, sono riuscite ad avere piena cittadinanza, uscendo da un ingiustificato disinteresse.

2 ottobre 2009
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Un commento a “Sdogana il documentario, la neonata associazione culturale “Free Zone” di Varese. Finalmente

  1. Ezio il 2 ottobre 2009, ore 16:19

    Mi sembra una buonissima iniziativa che puo servire ad aumentare l’informazione e la cultura in una città come Varese dove tanti soldi pubblici vengono spesi per iniziative molto discutibili come Notte Bianca e Festival dell’Insubria, che di culturale non hanno proprio nulla.
    Spero di poter collaborare con questa associazione.

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