Musica

Stagione Musicale comunale, eccezione alla regola

Sartorelli e Fontana

Sartorelli e Fontana

E’ difficile giudicare la politica culturale promossa dal Comune di Varese. Spesso non esiste, se si esclude una serie di annunci-spot che il più delle volte si perdono per strada o piccole e modeste iniziative che la gente, ovviamente (e giustamente), ignora. Ma fortunatamente si sottrae a questo deserto culturale la Stagione Musicale Comunale, una manifestazione che si può definire un fiore all’occhiello di Varese, un fiore che ogni anno ricresce, magari una rosa (una rosa del deserto). E questo perché si tratta di una proposta che mantiene una sua continuità nel tempo, è gestita con gusto e competenza dal direttore artistico Fabio Sartorelli e viene premiata da un pubblico attento e severo (e per foruna il Comune non ha tagliato). Certo, anche questa Stagione non è esente da qualche peccatuccio commesso in passato, qualche piccola caduta di stile, ma nel complesso spicca il volo rispetto alla media bassissima delle altre iniziative comunali. Anche quest’anno la Stagione Musicale ritorna con un cartellone di otto concerti che, come ha sottolineato il maestro Sartorelli, ripropone alcuni tra i migliori interpreti che già ospitati in passato, con alcune punte di vera eccellenza, e che parte il 15 novembre con Francesco Piemontesi, seguito, il 6 dicembre, dal Quartetto Bennewitz. Poi sarà la volta del seducente concerto natalizio dei “King’s Singers” (19 dicembre), a Grigory Sokolov (24 gennaio), al grande Krystian Zimerman (31 gennaio), al trio Marco Rizzi, Mario Brunello e Andrea Lucchesini (che insieme al soprano Gabriella Sborgi si esibisce il 14 febbraio), a Gil Shaham (16 marzo) o a Jordi Savall, controverso ma geniale. Chiusura, con il tradizionale concerto alla Basilica di San Vittore, il 18 aprile, con il Bach del grande Helmuth Rilling. Non c’è che dire: un bel programma e una bella iniziativa. Tutta proposta (tranne che nell’ultimo appuntamento) al Salone Estense, una collocazione che mantiene ancora aperto il problema di una sede più idonea per una stagione di cui i varesini devono andare fieri. Insomma, se ci sono eccellenze come questa, restano ancora tante altre iniziative, mostre o quant’altro, che risultano demoralizzanti. Come direbbe Brecht, c’è l’eccezione e la regola.

30 settembre 2009 - Andrea Giacometti - direttore@varesereport.it
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