Arte

L’Addolorata di San Vittore ci parla di pace

Isabella Marelli

Isabella Marelli

La devozione popolare si è sempre rivolta a questo miracoloso gruppo ligneo, una scultura di sofisticata fattura, prima, quando era collocata nell’abside della basilica di San Vittore, poi quando fu portata in processione causandole diversi problemi, ed infine quando fu collocata in San Vittore, nella cappella di San Carlo. Il gruppo della Madonna Addolorata, però, non è soltanto una scultura sacra legata ad una tradizionale devozione, anche per i numerosi fatti miracolosi che le si attribuiscono, ma è anche un’opera d’arte di grande valore e con una lunga storia. Nella basilica varesina, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’Addolorata di San Vittore, appena uscita da un lungo e laborioso restauro, è stata al centro di un approfondimento storico e artistico. Come è stato spiegato da Fulvio Baratelli di Arké (la società che ha curato il restauro), i secoli hanno inflitto numerose lesioni al gruppo ligneo, hanno spento i suoi colori, hanno accumulato polvere e sporco. Con un lungo lavoro di restauro, ora la scultura sacra più amata dai varesini è tornata a splendere nella sua cappella. Una scultura che, come ha sottolineato Isabella Marelli, della Soprintendenza di Milano, ha origini negli anni 30 del Cinquecento, e faceva parte di un gruppo più articolato di sculture, un Calvario che era posto nel coro, così come lo vide San Carlo Borromeo nel corso di una visita pastorale. L’Addolorata è stata attribuita allo scultore Andrea Corbetta da Milano, in base alle caratteristiche artistiche, non a documenti. Un artista vissuto in una cerchia di artisti di alto livello, come Vincenzo Foppa e Leonardo Da Vinci, oltre a Bernardino Luini. Una scultura che segnò un importante scelta di evangelizzazione: per impulso dei francescani, i sacri misteri non erano più confinati nelle sole tele dei pittori, ma si concretizzavano in sculture policrome, certamente più comprensibili ai fedeli. Una scultura attualissima, inoltre, l’Addolorata: a Varese, proprio la statua più amata, presenta preziosi fregi che sono, pensate, di origine islamica. Un particolare che, considerato oggi, evoca un inatteso messaggio di pace e tolleranza, nella linea della più genuina tradizione religiosa, cristiana e non.

27 settembre 2009
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