Volontariato

Un’altra vita è possibile per uscire dalla crisi? Il Forum del Terzo settore si confronta al De Filippi

poveriAnche il Terzo Settore dice la sua a proposito della drammatica crisi che stiamo vivendo. E lo fa dialogando e ragionando sulle analisi di esperti che hanno da tempo sviluppato percorsi di attenzione nei confronti del mondo non profit. Esemplare l’iniziativa promossa a Varese, sabato 24 ottobre, alle ore 9, presso il De Filippi, che consiste in un convegno dal titolo “Nuovi stili di vita per uscire dalla crisi e costruire una società migliore. Terzo Settore e Istituzioni a confronto”, un confronto promosso dal Forum Provinciale del Terzo Settore di Varese, unitamente ai Forum Territoriali di Busto Arsizio e di Gallarate, alla Provincia di Varese ed al Cesvov. L’intento del convegno è quello di offrire un’opportunità d’incontro e di confronto tra le principali istituzioni del nostro territorio ed i soggetti del variegato mondo del Terzo Settore. La riflessione introduttiva sarà tenuta da uno dei più lucidi sociologi milanesi che stanno riflettendo su questi temi, Mauro Magatti, preside della Facoltà di Sociologia dell’Università Cattolica, il quale indirizzerà il  confronto sul possibile contributo che il Terzo Settore può dare per uscire dalla crisi sviluppando non solo la quantità dei servizi erogati – spesso gratuitamente -, ma le modalità e la cultura che stanno alla base dell’agire del volontariato, dell’associazionismo, della cooperazione sociale. La riflessione sui nuovi stili di vita generati anche con l’apporto delle esperienze vissute e proposte quotidianamente dalla moltitudine di soggetti sociali del Terzo Settore, presenti nella nostra provincia, prende avvio dalla situazione che stiamo vivendo, dal non sapere quando  ed in che modo  usciremo da questa crisi. Per Magatti una strada d’uscita non solo dalla crisi, ma da un modo di vivere e di concepire la vita, passa attraverso il riconoscimento e il recupero di due dimensioni negate dal sistema che ha generato la crisi culturale ed economica attuale: quella relazionale e quella del senso. Dopo l’ubriacatura di una concezione  individualistica della libertà e dell’accessibilità illimitata a tutto e per ognuno, per Magatti “è ora di capire che ognuno di noi è troppo dipendente dagli altri per poter avere accesso alla felicità in modo individualistico e senza porsi domande  su significato e senso di quello che sta facendo”. L’associazionismo, il volontariato, la cooperazione sociale chiamano a misurare se stessi  e le istituzioni territoriali a fronte di queste sollecitazioni.

22 settembre 2009
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi