Stranieri

Centro rifugiati, la Caritas scende in campo

home1_01Ci risiamo. Ancora una volta il centro di via Pola per i rifugiati a Varese torna nell’occhio del ciclone. Partendo da una rissa tra ospiti e non, il Carroccio, per l’ennesima volta, alza il tiro contro la struttura. Lo fa con la richiesta di un consigliere comunale lumbard che ha chiesto chiarimenti all’amministrazione comunale. Obiettivo evidente: chiusura e spostamento altrove del centro. Ancora una volta, dunque, gli stranieri, nella città giardino, fanno problema. Da parte della Caritas Ambrosiana, che gestisce il centro attraverso la Cooperativa Le querce di Mamre,  giungono parole pacate e tranquillizzanti. Un invito, insomma, ad abbassare i toni della polemica. “Il centro è sorto – sottolinea Mario Salis, coordinatore della Caritas di Varese –  per dare risposta all’arrivo di tanti richiedenti asilo all’aeroporto di Malpensa. Una scelta portata avanti dall’Amministrazione comunale in tutti questi anni”. Ma non una scelta isolata. “L’intento è stato di offrire una rete di accoglienza che, oltre al capoluogo – rimarca Salis – coinvolge anche i Comuni di Samarate, Malnate e Caronno Pertusella”. Non solo: ma anche la rete della nostra provincia rientra in un piano più ampio, di carattere nazionale, che offre 3 mila posti ai richiedenti asilo. Dunque, continua Salis, “non si può estrapolare il centro di via Pola e l’impegno dell’amministrazione comunale di Varese da un progetto più ampio di risposta a bisogni reali”. Una scelta responsabile, quella portata avanti da Palazzo Estense, che è stata capace di confrontarsi, in questi anni, con una vera emergenza umanitaria. E che, proprio per queste ragioni, secondo il coordinatore della Caritas, va portata avanti e sempre migliorata.

22 settembre 2009
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